Pasqua di terrore in Siria, tra violenze e riti sotto chiave
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Sarà una settimana letteralmente di "Passione" per i cristiani siriani in balia dell'estremismo islamico. Tra abitazioni crivellate, statue divelte e negozi saccheggiati alcune Chiese hanno deciso di sospendere le celebrazioni pubbliche, mentre gli autori delle aggressioni contano sulla complicità delle forze dell'ordine sin dal regime change del 2024.
In Medio Oriente questa sarà una Pasqua difficile per i cristiani. Accanto alle limitazioni imposte a Gerusalemme per “motivi di sicurezza” – salvo ripensamenti – la polizia israeliana ha concesso al Patriarcato latino di officiare i riti pasquali nel Santo Sepolcro senza l'accesso dei fedeli, che seguiranno via streaming.
L'aggressione israeliana in corso nel sud ed in altre regioni del Libano impedirà a intere comunità cristiane, già spazzate via da IDF, di celebrare la Pasqua nei propri luoghi santi. Il ministro israeliano della Difesa Katz ha ribadito ancora una volta che il territorio libanese a sud del fiume Litani diverrà un'enorme “zona tampone” controllata da IDF, e il ritorno degli oltre seicentomila sfollati sarà «severamente proibito» fino a che non sarà garantita «la sicurezza degli abitanti del nord» di Israele. Secondo il piano di Katz, già adottato a Rafah e Beit Hanoun nella striscia di Gaza, le abitazioni dei villaggi di confine – molti dei quali, lo ricordiamo, sono abitati da tempo immemorabile da cristiani cattolici melchiti e maroniti – saranno demolite.
Per quanto riguarda la confinante Siria, usata negli ultimi giorni da Israele come “locale di passaggio” per aggredire da est la valle libanese della Bekaa, le comunità cristiane stanno vivendo una Settimana Santa funestata dalle violenze dell'estremismo islamico al potere e dei suoi affiliati – come già accaduto a quelle alawite, curde e druse durante la grande festa del Ramadan. Sono di questi giorni le notizie delle aggressioni ad opera di milizie governative o filogovernative a villaggi cristiani in tutto il Paese. La sera di venerdì 27 marzo gli abitanti greco-ortodossi di Suqaylabiyah, città della provincia di Hama nella Siria occidentale, hanno subito un'aggressione durata ore da parte di facinorosi provenienti dal vicino villaggio sunnita di Qalaat al-Madiq, con la complicità della polizia locale.
Decine di abitazioni sono state crivellate di colpi, esercizi commerciali saccheggiati e danneggiati, automobili date alle fiamme; una statua della Madonna è stata divelta, e un gruppo di ragazze ha subito tentativi di stupro. L'origine di quella che ricorda una spedizione punitiva sembra essere un diverbio tra un abitante di Qalaat al-Madiq e un commerciante di alcolici di Suqaylabiyah, nel contesto delle recenti restrizioni alla vendita e al consumo di alcol imposte dal regime islamista di Damasco (vedi anche qui e qui).
All'indomani dell'aggressione, alcune Chiese hanno deciso di sospendere le celebrazioni pubbliche della domenica delle Palme, in ragione del clima di terrore che si è rapidamente diffuso tra i cristiani della regione – se non dell'intero Paese.
Sabato 28 il patriarca della Chiesa greco-cattolica melchita, Joseph Absi, ha annunciato che, «data la situazione attuale» in tutto il patriarcato le celebrazioni pasquali si terranno al chiuso degli edifici religiosi, senza la dimensione pubblica che normalmente caratterizza questi riti. Proprio la Domenica delle Palme un commerciante di Safita, villaggio cristiano nella campagna di Tartous, è stato aggredito, ferito gravemente e rapinato di ingenti somme di denaro nel suo ufficio di cambio da uomini delle milizie governative.
Il coinvolgimento delle forze dell'ordine del governo di Ahmed al Sharaa in violenze, furti e rapimenti è una costante sin dal regime change del dicembre 2024. Sempre durante la Domenica delle Palme ignoti hanno vandalizzato una statua della Vergine collocata nel piccolo santuario di al Basiya a Baniyas, villaggio alawita e cristiano già duramente colpito dagli uomini di Hayat Tahrir al Sham durante la strage degli alawiti nel marzo 2025. A quanto si apprende, una prima statua della Vergine era stata divelta nello stesso luogo il 19 febbraio scorso, e i residenti l'avevano rimpiazzata con quella oggetto degli ultimi fatti criminosi.
Le previsioni per i giorni più sacri della Settimana Santa non sono rosee; evidentemente gli autori delle violenze contro le minoranze religiose in Siria godono di un'impunità che permette loro di soverchiare e opprimere intere comunità indifese senza subirne le conseguenze. La guerra in corso nei Paesi vicini non fa che distrarre l'attenzione dall'emergenza umanitaria che da più di un anno, nel silenzio o con il compiacimento della comunità internazionale, sconvolge la Siria.
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