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Chiesa cattolica

Notizie dalla Nigeria

Sono stati liberati due ostaggi, rapiti il 2 agosto, ma il 18 agosto in un villaggio cristiano è stato rapito un uomo e due persone sono state uccise

 

Il ritorno a casa l’11 agosto di due ostaggi che erano ancora nelle mani degli uomini che il 2 agosto hanno attaccato la chiesa di St Joseph a Inovi, nello stato di Enugu, è l’unica buona notizia dalla Nigeria dove la violenza comune e jihadista non danno tregua. Il seminarista Lawrence Igbo e un fedele, Emmanuel Onwudi, sono stati liberati nel corso di una operazione congiunta condotta dal Dipartimento dei Servizi di sicurezza dello Stato, dall’esercito, dalla Polizia e dalla Guardia Forestale dello stato di Enugu nel corso della quale sono stati arrestati tre rapitori e un quarto è stato ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia. È stato recuperato anche il denaro che era stato richiesto per la liberazione dei due ostaggi. Inoltre sono stati sequestrati quattro fucili AK-47, sette caricatori e 133 proiettili. Un terzo rapito, un catechista, era riuscito a fuggire. Nel frattempo un’altra persona è stata rapita. La mattina del 18 agosto nello stato di Kaduna uomini armati hanno attaccato la chiesa di San Giovanni Ungwar Mulki, della parrocchia di San Pietro di Rumi che fa parte della diocesi di Zaria. I malviventi hanno rapito un anziano della comunità e hanno ucciso due persone: il figlio maggiore dell’anziano, che è morto sul colpo, e un’altra persona che è deceduta in ospedale per le ferite riportate.  La Chiesa cattolica ha parole sempre più severe nei confronti del governo che non riesce, non sa o non vuole affrontare il problema. Monsignor Stephen Dami Mamza, vescovo della diocesi di Yola, nello stato di Adamawa, di recente ha accusato il governo di mancare di sincerità e coraggio nell’affrontare il peggioramento della situazione della sicurezza nel Paese. Ha accusato le autorità di non essere riuscite a individuare e perseguire i finanziatori del terrorismo e del banditismo, nonostante anni di violenze in tutta la nazione. Secondo il vescovo, l'incapacità del governo di agire con decisione contro le reti criminali ha indebolito la fiducia pubblica e prolungato la crisi della sicurezza. “Ed è per questo che diciamo che il governo non può affermare di avere le mani pulite rispetto a ciò che sta accadendo nel nostro Paese – ha dichiarato in una intervista rilasciata ad ACI Africa – finchè il governo non avrà l’autorità morale e il coraggio di nominare i finanziatori di Boko Haram, di tagliare le loro risorse e di dare alle forze di sicurezza i pieni poteri per affrontare la situazione, questo problema non avrà fine”.