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Neuropatia delle piccole fibre, il male oscuro post vaccino ignorato

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Prima del Covid, la neuropatia delle piccole fibre era una malattia rara, ma ora è esplosa in forma quasi epidemica. Sulla correlazione col vaccino c'è già una letteratura significativa, ma ignorata dalle Cmo, che respingono le richieste di indennizzo di migliaia di danneggiati ormai invalidi. L'infettivologo De Maria alla Bussola: «Assente un follow up, ma il problema c'è». E si rende disponibile ad essere audito dalla Commissione Covid. 

Attualità 16_07_2026

Anche nel girone dantesco dei danneggiati da vaccino ci sono discriminazioni. Malati di serie A e malati di serie B ed è un risvolto che rende ancora più doloroso questo calvario per molti cittadini. Molti dei danneggiati da vaccino anti Covid che hanno riportato mio-pericarditi invalidanti riescono a passare le forche caudine delle Cmo ministeriali che rilasciano gli indennizzi economici. Merito, si fa per dire, del fatto che l’insorgenza di queste infiammazioni del tessuto cardiaco sono riportate nella letteratura scientifica e ammesse dalle stesse case farmaceutiche che hanno prodotto i vaccini, soprattutto quelli a mRna.

C’è però una patologia invalidante vaccino correlata, che sfugge alle rigorose maglie delle Commissioni mediche militari che sono incaricate, secondo la legge 210/92, di riconoscere i nessi causali dai quali ha poi origine l’indennizzo dei malati. Una patologia subdola, strisciante e di non facile diagnosi, ma anche una patologia che da dopo il Covid è letteralmente esplosa in forma quasi “epidemica”, uscendo dalle ridotte dove per anni era stata classificata come “malattia rara”.

È la neuropatia delle piccole fibre (SFN). Si tratta di una neuropatia che colpisce le fibre A-δ e C, con sintomi tipici di dolore neuropatico bruciante, parestesie, allodinia (dolore al tatto o al semplice sfregamento) e frequenti manifestazioni disautonomiche come tachicardia, intolleranza ortostatica, sudorazione alterata e disturbi gastrointestinali. È di difficile diagnosi perché spesso l’esame elettromiografico risulta normale e per diagnosticarla è necessaria una biopsia cutanea. Ma chi ne soffre, soffre davvero e ha avuto la vita sconvolta dai suoi sintomi. Il suo quadro sintomatologico è sfuggente e soprattutto molto poco conosciuto tanto che moltissimi danneggiati hanno riferito che, subito dopo la vaccinazione, venivano rispediti a domicilio dal pronto soccorso con alte dosi di psicofarmaci. Era una patologia rara, ma oggi è sempre più frequente e fa capolino sulle scrivanie degli ambulatori medici delle Cmo, che però rifiutano la correlazione, non riconoscendo evidenze dettate dalla letteratura scientifica, che però, in realtà ci sono.

Come il caso di Anna Maria Mariani, umbra, che si era sottoposta alla vaccinazione con Pfizer ed era in perfetta salute. Aveva 52 anni nel 2022 ed era una persona attiva e piena di passioni. «Che oggi non esiste più», commenta sconsolata alla Bussola nel raccontare il suo calvario. Oggi ad Anna Maria è stata diagnostica una forte ipoacusia e una neuropatia delle piccole fibre. «Vivo con insopportabili dolori – ci racconta -: crampi alla testa, scosse elettriche, acufeni di ogni tipo, impossibilità di parlare se non a bassa voce». Negli anni si sono aggiunti dolori al nervo trigemino e a tutto il corpo e oggi vive da invalida assumendo massicce dosi di medicinali per rendere vagamenti sopportabili questi dolori».

Sul suo cammino, fortunatamente, ha incontrato medici capaci di ascolto e cure. Come il professor Andrea Francesco De Maria, professore di Malattie infettive all’Università di Genova e direttore dell’unità operativa di malattie infettive della Asl 5 di La Spezia dell’ospedale San Bartolomeo. È lui che nel marzo 2023 al policlinico San Martino di Genova, mise a referto il probabile nesso causale tra le vaccinazioni anti-Covid e la patologia di cui Anna Maria soffre e come molti altri pazienti che nel corso di questi ultimi anni De Maria ha incontrato. La diagnosi è stata poi confermata da una biopsia neurologica cutanea eseguita dal professor Donadio presso il Bellaria di Bologna.

Ciononostante, Anna Maria, all’appuntamento con la Cmo di riferimento, quella di Roma, pur essendosi presentata con una documentazione clinica importante, si è vista rifiutare il riconoscimento del nesso di causa dai medici della Commissione incaricata.

«Alla luce di criteri OMS–AEFI, dei dati regolatori e della letteratura disponibile – è la risposta della Cmo -, la comparsa di neuropatia delle piccole fibre dopo vaccinazione anti Covid non soddisfa i requisiti di causalità̀ medico-legale: manca un segnale epidemiologico, la plausibilità̀ biologica è ipotetica e sono frequenti cause alternative (incluse sequele post-Covid). Pertanto, il nesso di causa va escluso nella maggior parte dei casi; al più, in casi biopticamente documentati, con temporalità stringente e scrupolosa esclusione di altre cause, la classificazione può essere “inconcludente/indeterminata”, non “probabilmente correlata”».

Una doccia gelata per Anna Maria, come per molti altri pazienti che si sono visti negare l’indennizzo con motivazioni più o meno simili. Dunque, c’è una patologia che è facilmente ascrivibile nella sua insorgenza e diffusione al periodo Covid. Il professor De Maria non è stupito di questa motivazione. «La posizione della Cmo è piuttosto pilatesca, ma non mi stupisce – ci spiega De Maria – però è formalmente corretta. Tuttavia, non viene considerata adeguatamente la grande quantità di casi riportati e soprattutto lavori più recenti».

De Maria ci spiega che è vero che non ci sono evidenze acclarate, per quanto però «ci siano tanti piccoli report». Ma si tratta di un vulnus che sembra essere riservato solo al fenomeno della vaccinazione anti Covid. «Da un punto di vista concettuale è molto difficile avere report definitivi che provino l’esistenza di qualche cosa se non si investe in ricerca su questo o quel fenomeno. Del resto – prosegue - le ditte farmaceutiche e i Governi non hanno investito soldi per verificare tutti gli effetti collaterali». E così la neuropatia delle piccole fibre ne ha fatto le spese, finendo per essere relegata nei bassifondi.

Ma questo non significa che il problema non ci sia e soprattutto non sia correlato al vaccino.

«Anzitutto la letteratura prodotta è già significativa e anche il nostro gruppo di cui fanno parte neurologi ed immunologi ha contribuito a individuare una correlazione, in secondo luogo bisogna considerare che c’è stato un aumento sconsiderato di queste neuropatie in coincidenza prima del Covid e poi della vaccinazione, che potremmo quasi definire epidemiche, quello che nel linguaggio scientifico chiamiamo uno “spike”, cioè un picco, una impennata improvvisa».

Ma la volontà di indagare e di ammettere una correlazione sembra più viziata da interessi di politica sanitaria che altro. «Del resto, per poter certificare una correlazione tra una patologia e un farmaco bisogna anche attrezzarsi per andare a cercarla, anche stanziando fondi appositi».

E questo è mancato. Eppure, come ci spiega, prima del Covid, la neuropatia delle piccole fibre era una patologia rara con un’eziologia mista. Poteva generare dal diabete e da alcune patologie endocrine, ma anche – e questo è più interessante – dal virus influenzale. «Pertanto era noto che alcune vaccinazioni potessero causarla, ma in 42 anni di lavoro, pur avendo assistito al lancio di 32 prodotti vaccinali su scala mondiale, mi sono imbattuto contro la neuropatia delle piccole fibre in maniera così massiccia soltanto dopo la vaccinazione anti Covid».

De Maria ha inoltre spiegato che, letteratura disponibile alla mano (parte della quale pubblichiamo in calce all’articolo), anche durante il Covid abbiamo assistito a questa patologia, ma con la vaccinazione abbiamo assistito ad un’impennata. Ora, stiamo parlando di percentuali basse, che però, se rapportate ai 55 miloni di vaccinazioni nel nostro Paese, danno una stima di circa 5.500 casi e sono comunque tanti casi che andrebbero studiati più attentamente. Non è per demolire a tutti costi il vaccino – che comunque è stato un buon vaccino – ma per renderci conto che per osservare correttamente 10-100 casi occorre seguire attivamente 1 milione di persone. E questo non è stato fatto».

In buona sostanza. Il problema della neuropatia, malattia misteriosa e rara assurta a costante della vita di migliaia di cittadini, avrebbe necessitato di un follow up più rigoroso da parte delle istituzioni ed per questo motivo che ancora oggi sfugge alle maglie della CMO e soprattutto alle sue tabelle di valutazione che dovrebbero essere oggetto di una revisione alla luce del fatto che la legge 210 è ormai obsoleta.

De Maria si è reso disponibile ad essere audito in Commissione Covid se richiesto, per illustrare ai commissari parlamentari le caratteristiche di questo fenomeno, che al momento viaggia ancora sottotraccia, ma dovrebbe essere preso in carico per alleviare il calvario di migliaia di cittadini vaccinatisi per obbedire ad un obbligo e si sono trovati la vita rovinata.

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Bibliografia
1: Bellucci M, Bozzano FM, Castellano C, Pesce G, Beronio A, Farshchi AH, Limongelli A, Uccelli A, Benedetti L, De Maria A. Post-SARS-CoV-2 infection and post-vaccine-related neurological complications share clinical features and the same positivity to anti-ACE2 antibodies. Front Immunol. 2024 Aug 1;15:1398028. doi: 10.3389/fimmu.2024.1398028. PMID: 39148725; PMCID: PMC11324485.

2: Donadio V, Incensi A, Furia A, Parisini S, Colaci F, Giannoccaro MP, Morelli L, Ricciardiello F, Di Stasi V, De Maria A, Rizzo G, Liguori R. Small fiber neuropathy associated with COVID-19 infection and vaccination: A prospective case-control study. Eur J Neurol. 2025 Jan;32(1):e16538. doi: 10.1111/ene.16538. Epub 2024 Nov 11. PMID: 39526678; PMCID: PMC11625946.

3: Limongelli A, Bozzano F, Hajabbas Farshchi A, Bellucci M, Bavastro M, Castellano C, Pesce G, Antonini F, Incensi A, Giannoccaro MP, Uccelli A, Del Zotto G, Moretta L, Donadio V, Benedetti L, De Maria A. Immune correlates underlying small fiber neuropathy presenting as vaccine-associated post-acute SARS- coronavirus syndrome. Front Immunol. 2026 Mar 19;17:1752120. doi: 10.3389/fimmu.2026.1752120. PMID: 41939860; PMCID: PMC13043346.