Messa e benedizione per coppia gay, uno scandalo con Radcliffe complice
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Alla presenza del cardinale Radcliffe e di due vescovi il 13 giugno è stata celebrata una “Messa di ringraziamento” per una coppia omosessuale, con "benedizione" inclusa. Una forma vietata persino da Fiducia supplicans, che ha la colpa di aver aperto la breccia contraddicendo la dottrina.
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Simia Dei. Scimmia di Dio. È uno degli epiteti di Satana. Eccellente nel distruggere, egli riesce anche a contraffare in modo grottesco le opere di Dio, a creare copie patetiche se non ridicole. Le benedizioni delle coppie gay permesse da Fiducia supplicans non sono benedizioni per il semplice motivo che Dio non può benedire, ossia dire bene, del male. Sarebbe una contraddizione in termini. Sono scimmiottature delle benedizioni. Sono blasfeme caricature.
Una delle benedizioni-farsa e false, ma più riuscite, di questo tipo è andata in scena il 13 giugno scorso nella Chiesa dei Santi Apostoli a Londra (vedi foto, tratta da InfoVaticana). Ma andiamo con ordine. Julian Filochowski e Martin Pendergast si conoscono nel 1976 ad una conferenza organizzata in ambito cattolico e incentrata sulla pastorale per persone omosessuali. Supponiamo che quella conferenza fosse già allora incline a confermare le persone omosessuali nelle loro tendenze. Se così fosse, quella conferenza è stata la cosiddetta occasione prossima di peccato per Julian e Martin. Ma proseguiamo. Entrambi si ritrovano poi attivi nel sociale. Martin Pendergast è stato assistente sociale e ha lavorato soprattutto con persone affette da HIV. Julian Filochowski è stato il direttore della CAFOD (Catholic Agency for Overseas Development), l'agenzia dei vescovi di Inghilterra e Galles per l’aiuto internazionale.
Come accennato, il 13 giugno scorso è stata celebrata una «Messa di ringraziamento per 50 anni di amicizia, collaborazione e impegno nella ricerca della giustizia», al cui interno c’è stato un momento dedicato alla benedizione della coppia. Una forma vietata, seppur implicitamente, addirittura da quello stesso Dicastero per la Dottrina della Fede che ha pubblicato Fiducia supplicans. Infatti, secondo il Comunicato stampa circa la ricezione di Fiducia supplicans, firmato dal prefetto e cardinale Victor Manuel Fernández, la benedizione doveva essere frugale, sobria, secondo il principio “facciamolo ma senza farci notare”, una benedizione quindi pudica e lontana da ogni forma di esibizionismo liturgico, una benedizione cronometrata di 10-15 secondi e che «non deve avvenire in un posto importante dell’edificio sacro o di fronte all’altare, perché anche questo creerebbe confusione». Nel caso londinese la benedizione non solo è avvenuta davanti all’altare alla presenza di 163 invitati, ma addirittura inserita in una Santa Messa celebrata ad hoc: se è vietato benedire con un particolare formulario e in un luogo importante della chiesa, a maggior ragione è vietato benedire durante la celebrazione eucaristica. L’escamotage adottato, che può irretire solo i fessi, è stato quello di presentare questa benedizione non come impartita ad una coppia omosessuale, ma ad una coppia di amici. Una foglia di fico. Pure secca.
Per questa coppia gay non sono una novità le Messe di ringraziamento: accadde già nel 2001 con la presenza di un vescovo, nel 2006 quando si unirono civilmente e nel 2016. Secondo quanto riportato dalla rivista The Tablet, dopo la celebrazione del 2001 l’allora cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, sollevò di peso il cardinale Cormac Murphy-O'Connor, presidente in quegli anni della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, perché era intervenuto sulla vicenda in modo troppo tiepido chiedendo altresì la rimozione di Filochowski dalla CAFOD, rimozione che non avvenne.
Ma torniamo ai nostri giorni. L’ultima Messa arcobaleno è stata celebrata da padre Jim O'Keefe, amico della coppia, e concelebrata dal vescovo John Patrick Crowley, emerito della diocesi di Middlesbrough, dal vescovo John Rawsthorne, emerito della diocesi di Hallam e dal canonico Chris Vipers, sacerdote della parrocchia dei Santi Apostoli. Il cardinale Timothy Radcliffe, da tempo sostenitore anche nei sinodi romani delle rivendicazioni Lgbt, ha tenuto l’omelia e ha accresciuto in noi un dubbio: ci provoca più scandalo che Radcliffe sia cattolico o che sia cardinale o che sia domenicano come lo fu Tommaso d’Aquino? Tra i vari partecipanti c’era anche suor Jeannine Gramick, SL, co-fondatrice di New Ways Ministry, la principale organizzazione statunitense per l’inquinamento della sana dottrina tramite l’uso dei veleni della propaganda arcobaleno. Quest’ultima – tanto per sommare abusi liturgici ad abusi liturgici – ha tenuto anche una parte dell’omelia, che il sito di New Ways Ministry spaccia pietosamente come «dialogo di proclamazione del Vangelo». Al momento della benedizione, tutti, religiosi, sacerdoti, vescovi e il cardinale Radcliffe, hanno tracciato il segno di croce sul capo di questi due uomini anziani, di certo i meno colpevoli in tutta quest’orrida sceneggiata.
Come commento a tale ennesimo insulto a Dio, alla sua Chiesa e al semplice buon senso, ci spingeremmo a dire, per gusto del paradosso, che il problema di fondo – e non vorremmo, così dicendo, scandalizzare qualcuno – non è il peccato, ma chiamare grazia il peccato. Il problema vero non è il male, ma scambiare il bene con il male. Il problema reale non sta nel fatto che questi due poveri uomini vivano una relazione contro natura, ossia contro l’ordine voluto da Dio, ma che ci siano altri uomini e uomini di Chiesa – poveretti anche loro ma per ben altri motivi – che benedicono questa loro unione confermandoli così in questa loro scelta e quindi spacciando l’omosessualità come normale variante dell’attrazione sessuale, una delle molte sfaccettature del volto dell’amore, una differenza sentimentale che non penalizza, ma che anzi arricchisce. Perché, se riconosci il male come male, il primo passo per liberartene è già compiuto. L’ortodossia – pensare bene – è premessa necessaria, seppur non sufficiente, per l’ortoprassi – agire bene. Ma se giustifichi il male facendolo diventare bene allora è certo che continuerai a compierlo. Non potrai mai convertirti perché non ne sentirai bisogno. Come guarire chi si crede sano? Come far cambiare strada a chi è convinto di non aver sbagliato via? È cieco, ma crede di vederci.
«Guai a voi, guide cieche» (Mt 23, 16).
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