L’inizio del cambiamento è la nascita di una coscienza nuova
Da una svolta inattesa germoglia un'intelligenza nuova e una coscienza più autentica nell'animo di Amerigo, che per la prima volta comprende meglio sé stesso, i suoi legami e le sue scelte.
L’incontro con la suora segna per Amerigo una svolta silenziosa ma radicale. In quell’incontro inatteso e imprevisto, qualcosa dentro di lui si mette finalmente a fuoco: comprende meglio sé stesso, i suoi legami, le sue scelte. È come se un’intelligenza nuova, più profonda, iniziasse a germogliare.
Per la prima volta vede con chiarezza l’inautenticità del rapporto con la fidanzata, rimasta sempre ai margini della sua vita interiore: ignara delle sue passioni politiche, delle sue battaglie, persino delle ragioni più intime del suo impegno sociale. Negli anni, la loro relazione era scivolata in una monotonia così prevedibile da spegnere ogni attesa. Persino la notizia della gravidanza non lo aveva scosso.
Eppure ora, in un lampo, tutto cambia. Per un secondo – un secondo che può valere un’eternità – Amerigo capisce. Capisce davvero.
In quell’istante si apre davanti a lui un orizzonte nuovo. È l’inizio di una coscienza diversa, più autentica, più viva. È il primo passo verso il cambiamento. Ne parleremo in questa puntata.
Dalla gratitudine sorge la letizia
Al Cottolengo, la perfezione dell’uomo, cercata dalla modernità, appare ad Amerigo una favola fasulla. Proprio in quel luogo di dolore, il protagonista del racconto di Calvino intravede qualcosa che la politica non sa dare.
Guardare l’altro per trovare sé stessi: la lezione di Calvino
Nel 1953 Italo Calvino entra per la prima volta nella Piccola Casa della Divina Provvidenza (Cottolengo) e ne rimane colpito. Da quell’esperienza nascerà un libro, che parla dell’incontro con la fragilità, con la bellezza inattesa.
L’ultima proposta di Leopardi
Tradizionalmente letta come il testamento spirituale di Leopardi, La ginestra segna piuttosto un arretramento nella visione del poeta, che costruisce un’utopia non avendo incontrato un senso più grande.
L’intuizione di Leopardi: la bellezza deve farsi carne
Da soli non si giunge alla salvezza, come ci ricorda Dante nella Divina Commedia. E Leopardi, da parte sua, comprende che la bellezza non può restare un’idea astratta, deve rendersi incontrabile.


