Leone XIV: la sobria bellezza del protocollo pontificio
Gentiluomini, Addetti di Anticamera e Sediari sono incaricati di predisporre al meglio l'accoglienza di pellegrini e personalità laiche ed ecclesiastiche ricevuti dal Papa, ma l'incontro di ieri in Sala Clementina era dedicato proprio a loro.
Fanno parte della Famiglia Pontificia e sono il "volto" del cerimoniale vaticano, dalle udienze più familiari a quelle riservate ai capi di Stato, alle circostanze più solenni della vita della Chiesa: Gentiluomini di Sua Santità, Addetti di Anticamera e Sediari. Predispongono al meglio l'accoglienza di chiunque venga a incontrare il successore di Pietro, dai pellegrini alle massime autorità laiche ed ecclesiastiche. Ma per una volta sono stati loro i diretti destinatari di un udienza con Leone XIV, che domenica 1° febbraio, ha voluto incontrarli in Sala Clementina per esprimere loro «una parola di gratitudine e di incoraggiamento» per la dedizione che «mi accompagna e mi aiuta quotidianamente nella missione apostolica, andando a beneficio di tutti coloro che incontro nelle visite di Stato, nelle udienze, nelle occasioni più solenni come in quelle più familiari».
Negli ambienti e nei gesti il loro servizio manifesta «la sobria bellezza che contraddistingue il protocollo pontificio». «Ricchissimo di storia e di arte, lo spazio che abitiamo chiede in proposito un servizio tanto attento quanto umile», e la stessa premura («gesti d’accoglienza e di saluto che siano nobili ma non affettati») deve «comunicare affabilità a chiunque. Che sia principe o pellegrino, patriarca o postulante, la sollecitudine del Successore di Pietro resta identica verso tutti e amorevole per ciascuno». Un servizio che prosegue la lunga storia di quanti li hanno preceduti, da testimoniare con «una vita coerente», «una fede solida» e «uno stile spirituale improntato alla devozione verso la Chiesa e il Papa», affinché «le azioni, la postura, gli sguardi di ogni giorno ne siano sempre specchio luminoso».

