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Le sette religiose mortali del Kenya, l'orrore scoperto

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Predicatori sedicenti cristiani invitavano i loro seguaci a lasciarsi morire di fame o a suicidarsi per unirsi a Gesù. Due sette sono state scoperte sulla costa del Kenya. La prima quella del predicatore Nthenge ha già provocato morti a centinaia. E subito dopo è stata scoperta quella del telepredicatore Odero, anche quella letale. 

Libertà religiosa 29_04_2023
Kenya, l'arresto di Odero

Raccomandava ai suoi fedeli di lasciarsi morire di fame per incontrare Gesù. Sono ormai 109 i cadaveri riesumati in Kenya nelle fosse comuni scoperte nell’entroterra della costa swahili, nella foresta di Shakahola, sede della Good news International Church (Chiesa internazionale della buona novella), la setta cristiana del Pastore Paul Nthenge Mackenzie, che predicava la salvezza attraverso il digiuno e la morte d’inedia. Ma proseguono le ricerche di altre sepolture e il numero delle vittime è destinato a salire anche perché presso il centro della Croce Rossa allestito nell’ospedale della città di Malindi sono già 112 le segnalazioni di persone scomparse fatte da parenti in preda all’angoscia. Inoltre alcune delle persone trovate vive nella chiesa versano in gravissime condizioni a causa del digiuno prolungato e potrebbero non sopravvivere, posto che accettino di nutrirsi. A rendere ancora più raccapricciante quello che i mass media locali chiamano “il massacro di Shakahola” è il fatto che molte delle vittime sono bambini: almeno 50, secondo le ultime stime.

Il pastore Nthenge era stato arrestato circa un mese fa, in seguito alla morte sospetta di due bambini. Non era stato facile raggiungerlo – spiegano le autorità locali – perché la foresta Shakahola è impenetrabile: “quando ci sentivano arrivare, i suoi fedeli scappavano e hanno fatto di tutto per impedire che il Pastore fosse catturato”. Nthenge poi era stato rilasciato su cauzione senza che contro di lui fossero formulate accuse precise. La libertà gli è stata revocata solo il 14 aprile dopo che sono stati trovati e salvati 15 membri della sua chiesa, quattro dei quali deceduti nonostante le cure tentate.  

Da anni i sermoni del Pastore avevano attirato l’attenzione delle autorità. Era stato arrestato nel 2017 e nel 2018 con l’accusa di incoraggiare i bambini a non andare a scuola perché, secondo lui, l’istruzione scolastica è satanica, viene usata per estorcere denaro alla gente e non è riconosciuta nella Bibbia. “Sappiamo che l’istruzione è male – spiegava nei suoi sermoni pronunciati con voce appassionata e roca, tutti registrati – ma ‘loro’, chi scrive i libri, vende le uniformi scolastiche, fabbrica le penne e ogni altra sorta di spazzatura, la usano per arricchirsi mentre voi diventate poveri”. In altri video annunciava che la fine del mondo era vicina, altri ancora terminavano con esorcismi di fedeli, per lo più donne, ripresi mentre si contorcevano per terra tormentati dai demoni. Inoltre incoraggiava le madri a non ricorrere a cure mediche per curare i bambini e a non vaccinarli. “I dottori servono un Dio diverso” predicava. Alle donne diceva anche di non intrecciare i capelli (le tipiche pettinature africane, n.d.A.), di non indossare parrucche e gioielli. I suoi sermoni infine erano pieni di teorie complottistiche, di denunce di cospirazioni mondiali di cui incolpava la Chiesa Cattolica, le Nazioni Unite e gli Stati Uniti.

 “I vostri bambini piangono perché hanno fame? Lasciateli morire, dove è il problema?” diceva Nthenge.  Tanti, troppi gli hanno dato retta, fino a morire e a uccidere i propri figli. Secondo le testimonianze di alcuni sopravvissuti, il culto di morte seguiva un preciso progetto: “a marzo dovevano morire tutti i bambini, ad aprile toccava alle donne, maggio era la volta degli uomini”.

All’orrore si accompagna lo sconcerto. Tutto è successo, nell’arco di mesi, a pochi chilometri dalla costa e dalle città – Malindi, Watamu, Kilifi, Mambrui… – dove  sorgono centinaia di hotel, resort, ville, ristoranti, bar, pizzerie, discoteche, centri commerciali frequentati da stranieri e residenti in vacanza. Poco più a nord, sugli altipiani di Kenya, Somalia ed Etiopia, milioni di persone sono sotto la minaccia della carestia, centinaia di migliaia di bambini denutriti rischiano di morire. 

Le ricerche di fosse comuni e sopravvissuti continuano. Nel frattempo il paese scopre che anche un altro Pastore della costa, Ezekiel Odero, un noto e facoltoso telepredicatore che attira alle sue funzioni grandi folle di fedeli, è finito sotto inchiesta. Il 27 aprile la polizia lo ha arrestato e ha chiuso la sua chiesa, la New Life International Church (Chiesa internazionale della nuova vita), che ha sede a Mavueni, un centro a pochi chilometri dalla città costiera di Kilifi. Il motivo è la scoperta in una impresa di pompe funebri poco lontana di diversi corpi di persone che, stando alle prime rilevazioni, sarebbero tutte morte nei locali della chiesa. Il ministro dell’interno del Kenya, Kithure Kindiki, in persona è intervenuto per spiegare che la polizia ha trovato più di 100 persone nascoste nella struttura e le ha portate via per interrogarle. Il procuratore della provincia di Kilifi ha dichiarato che Odero è sospettato di diversi reati, inclusi omicidio, suicidio assistito, rapimento, crimini contro l’umanità, crudeltà su minori, frode e riciclaggio di denaro. Informazioni attendibili, ha aggiunto, collegano i corpi riesumati nella foresta di Shakahola alla morte di molti seguaci innocenti e vulnerabili di Odero. Sia Odero che che Nthenge hanno una comune storia di investimenti in vari settori tra cui una emittente televisiva usata per comunicare i loro messaggi ai fedeli.