Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
San Gregorio VII a cura di Ermes Dovico
Svipop
a cura di Riccardo Cascioli
Ambiente

La pandemia minaccia la fauna selvatica africana

Sono aumentati bracconaggio e sconfinamenti di mandrie nei parchi naturali, meno monitorati a causa dei tagli di fondi decisi dai governi per mancanza di introiti dal turismo naturalistico

Svipop 28_09_2021

La pandemia in Africa minaccia anche la fauna selvatica e la biodiversità, al punto da far temere l’estinzione di alcune specie animali oltre a quelle – rinoceronti, elefanti, ghepardi… – già considerate a rischio. Il calo drastico del turismo internazionale registrato a partire dal 2020 ha infatti avuto gravi ripercussioni negative sulla tutela dei parchi e delle riserve faunistiche. In Kenya, ad esempio, paese che fino al 2019 derivava l’8,2 per cento del suo prodotto interno lordo dal turismo, in gran parte naturalistico, le entrate sono diminuite del 96 per cento costringendo il governo a ridurre i finanziamenti destinati alla conservazione della fauna selvatica e delle foreste. Come conseguenza, nei parchi naturali deserti di turisti è aumentato il bracconaggio per il mercato nero di prodotti animali e per l’alimentazione e le attività umane si sono fatte in generale più invasive con sconfinamenti di mandrie di bestiame, disboscamenti, incendi, insediamenti non autorizzati. Bracconieri e pastori transumanti in particolare si sono fatti più aggressivi approfittando della situazione. Nella Repubblica democratica del Congo e in Kenya si registrano alcuni degli episodi di violenza più gravi. In Congo i bracconieri, nel parco dei Virunga noto in tutto il mondo perché ospita una delle ultime colonie di gorilla di montagna, hanno attaccato e ucciso 12 ranger nell’aprile del 2020 e altri sei nel gennaio del 2021. In Kenya è tuttora in corso lo stato di emergenza nel distretto di Laikipia a causa delle incursioni di pastori armati che invadono le riserve naturali private con le loro mandrie. Tra le riserve prese di mira c’è la Laikipia Nature Conservancy dell’italiana Kuki Gallmann che a maggio per la seconda volta è stata ferita gravemente a colpi di arma da fuoco da pastori e ladri di bestiame.