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La Bussola Mensile: lo statalismo all'assalto della famiglia

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L'educazione dei figli è una concessione statale o un diritto naturale? La domanda sorge spontanea quando l'invadenza dello Stato post-moderno tende a spingere ai margini il ruolo dei genitori, ribaltando il principio di sussidiarietà. L'approfondimento nel primo piano del numero di maggio, alla luce dei principi della Dottrina sociale della Chiesa.

Attualità 01_05_2026

Una presenza, quella dello Stato, che si fa così invadente da sostituirsi al ruolo dei genitori. È questo il tema del primo piano de La Bussola Mensile di maggio che vuole soffermarsi sul ruolo della famiglia e dell’educazione oggi nel mirino del sempre più diffuso statalismo e individualismo. Il direttore Riccardo Cascioli nell'editoriale osserva che distruggere la famiglia è essenziale all’interno di un disegno in cui il singolo individuo dipenda esclusivamente dallo Stato. Così facendo si elimina una società naturale che pone un limite allo Stato e che gli può opporre resistenza. In questo modo – continua il direttore – si isolano gli individui costretti a dipendere dallo Stato stesso. È perciò necessario comprendere le dimensioni e implicazioni di quella che appare a tutti gli effetti “una guerra alla famiglia”.

Lo Stato post-moderno, scrive Tommaso Scandroglio, si distingue per essere assoluto, ovvero slegato da qualsiasi elemento oggettivo estraneo a sé, in primis alla morale naturale. Di conseguenza l’autorità non deriva più da Dio, ma dal potere stesso, da qui lo Stato secolarizzato. Uno Stato di tale natura non può che essere pervasivo, ricoprire tutti gli ambiti sociali e spingere la famiglia ai margini della società.

Andrea Zambrano affronta il caso della “famiglia del bosco” che ultimamente ha diviso l’opinione pubblica italiana. Messo in discussione il metodo di educazione dei figli da parte dei genitori, i servizi sociali hanno preso la decisione di togliere ai genitori la potestà genitoriale attraverso un decreto del Tribunale dei minori, collocando i bambini all’interno di una casa-famiglia. Eppure, come diceva già Pio XI, «il diritto dei genitori è inviolabile da parte di qualunque potere terreno», mentre in questo caso vediamo come lo Stato si arroghi il diritto di agire nel nome del best interest, violando il principio di sussidiarietà e agendo nel ruolo di educatore al posto della famiglia.

Nella società medievale prima dello Stato sociale, a farsi carico delle necessità sociali era la Chiesa – spiega Renato Mambretti – la quale cercava di dedicare attenzione e sostegno a chi viveva di stenti. I beni ecclesiastici non venivano considerati dalla Chiesa proprietà esclusiva, ma come risorse da utilizzare anche a favore delle diverse povertà. Da quando l’assistenza venne inserita nell’organismo pubblico, anche i più deboli sono diventati un problema da governare.

La famiglia è al crocevia delle politiche sociali, per cui il “welfare familiare” rappresenta un capitolo importante della politica. Ne scrive Stefano Fontana, sostenendo come essa venga spesso danneggiata dallo Stato che la indebolisce e le impedisce di svolgere i propri compiti naturali. Spesso però, le stesse istituzioni ecclesiastiche sembrano non reagire a tale comportamento ma adeguarsi, come nel caso del Covid. Appare quindi essenziale che i laici e le famiglie comincino ad agire in proprio seguendo la guida della legge naturale e della Dottrina sociale della Chiesa.

Al primo piano segue la consueta rubrica sui santuari che questo mese ci porta a Selvaggio, in provincia di Torino, dove si trova quella che viene definita la “Lourdes delle Prealpi”. Ne scrive Maria Bigazzi, raccontando l’interessante storia di uno dei Santuari mariani piemontesi sorto in un luogo preservato da una grave epidemia di peste.  Una “storia nella storia” è quella dell’ordine di san Paolo primo eremita, i cui monaci prestano servizio nel santuario dal 1988.

Nella sezione filosofia Enzo Pennetta e don Alberto Strumia parlano del "caso Faggin", l’inventore del microprocessore, scoperta rivoluzionaria nell’ambito della tecnologia. Lo ricordiamo qui per il suo pensiero innovativo che potrebbe avere ripercussioni molto pesanti: si tratta, infatti, di una teoria in cui non è più la coscienza a derivare dal mondo fisico (biologico) – come pretende lo stesso mondo scientista da cui Faggin proviene – ma, al contrario, è la realtà fisica che deriva da principi cognitivi. Tuttavia, il suo percorso personale lo conduce a una scelta panpsichista e panteista.

Al racconto di Joseph Roth, La leggenda del santo bevitore, è dedicato l'articolo di Stefano Chiappalone. Nella storia e nell'anima del vagabondo Andreas si fa preponderante una forte nostalgia, quella di Dio, il Quale cambierà la sua vita attraverso un incontro apparentemente casuale. Un racconto fatto di cadute e di rinascite intrecciato con la “piccola santa Teresa” di Lisieux.

I numerosi preti che lasciano il ministero sollevano interrogativi sulla formazione nei seminari che ricopre un ruolo fondamentale nella preparazione al sacerdozio. Ne scrive Luisella Scrosati, richiamando la Regula pastoralis di san Gregorio Magno per aiutare vescovi e sacerdoti a essere veri pastori virtuosi.

Padre Serafino M. Lanzetta affronta il tema del dogma della Verginità perpetua di Maria – segno della divinità di Cristo e calice del Suo Sangue – e del rapporto che vi è con la sua Corredenzione. Esse, infatti, risultano unite nel mistero del sangue di Maria offerto totalmente ed esclusivamente a Gesù.

Quante volte ci chiediamo: che c'è di male? Don Stefano Bimbi porta l'attenzione su tutte quelle situazioni apparentemente insignificanti che costituiscono piccoli compromessi, omissioni e infedeltà quotidiane, che sembrano non fare rumore ma che in realtà costituiscono terreno "fertile" per il peccato. La santità, infatti, è fatta di fedeltà quotidiane.

Sul prossimo numero di giugno troverete nuovi approfondimenti e un nuovo santuario da scoprire.


È inoltre possibile accedere alla promo riviste: 4 numeri de La Bussola Mensile (luglio/agosto 2025, ottobre 2025, novembre 2025 e febbraio 2026) al prezzo di 12 euro invece che 16 euro, + 1 rivista in omaggio. Non perdere l’occasione!

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