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Emigranti illegali

In un giorno entrati illegalmente in Spagna 6.000 marocchini

Hanno aggirato le barriere al confine tra Marocco e Ceuta, l’enclave spagnola, raggiunta a nuoto e a piedi approfittando della bassa marea. È subito iniziato il loro rimpatrio

Migrazioni 18_05_2021

In un solo giorno, il 17 maggio, circa 6.000 africani in gran parte marocchini sono entrati illegalmente a Ceuta, l’enclave spagnola in Africa che confina con il Marocco. Una persona è morta. Si tratta soprattutto di giovani che hanno raggiunto Ceuta in parte a nuoto e in parte a piedi, approfittando della bassa marea, e aggirando così le alte barriere di rete metallica e filo spinato erette al confine dell’enclave con il Marocco. I filmati li mostrano mentre corrono sulla spiaggia e mostrano il pollice alzato. Circa 1.500 sono minori, arrivati soli o con dei famigliari. Gli africani che intendono entrare in Europa illegalmente spesso provano a raggiungere Ceuta e la vicina enclave spagnola di Melilla. Ma un numero elevato di arrivi non si registrava da molto tempo. Le autorità spagnole hanno subito annunciato che intendono rafforzare il sistema di sicurezza per impedire che eventi del genere si ripetano. Il ministro degli esteri Arancha Gonzalez Laya ha invitato a mantenere la calma e ha dichiarato che sono già state rimpatriate circa 2.700 persone e altre lo saranno, salvo i minori. Nel pomeriggio del 17 maggio le autorità spagnole e marocchine hanno avuto contatti per discutere di quanto avvenuto. Lo straordinario afflusso di emigranti illegali si verifica mentre c’è crescente tensione tra Spagna e Marocco a causa della decisione del governo di Madrid di ammettere per motivi umanitari in un ospedale spagnolo Brahim Gali, un leader del Fronte Polisario, il movimento che rivendica l’indipendenza del Sahara Spagnolo annesso dal Marocco nel 1976. Ad aprile il ministero degli esteri marocchino ha deplorato vivamente il fatto e ha detto che avrà ripercussioni sulle relazioni tra i due paesi. Il ministro Gonzalez Laya ha però dichiarato che l’inusuale numero di emigranti privi di documenti approdati a Ceuta non ha nulla a che vedere con la presenza di Gali in Spagna.