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Intolleranza estrema

In India i cristiani sono discriminati anche dopo la morte

Nel Chhattisgarh, e non solo, c’è chi nega ai tribali convertiti al cristianesimo il diritto di essere sepolti nei cimiteri dei loro villaggi

 

In India l’intolleranza non si ferma neanche davanti alla morte. Succede infatti che ai tribali convertiti al cristianesimo venga negato il diritto di essere sepolti nei loro villaggi. Per tribali si intendono gli abitanti originari del paese (Adivasi, “primi abitanti), prima della colonizzazione Arya. Per lo più seguono credenze e tradizioni ancestrali. La Chhattisgarh Association for Justice and Equality ha denunciato che di recente in un villaggio del Chhattisgarh, uno stato centrale della federazione, dei corpi di cristiani tribali che erano stati sepolti nel cimitero del villaggio sono stati dissotterrati contro la volontà dei famigliari e trasferiti altrove, anche a decine di chilometri di distanza. La giustificazione data è che un convertito al cristianesimo può essere seppellito solo nei cimiteri cristiani ufficialmente riconosciuti. Per la stessa ragione, afferma l’associazione, la polizia in alcuni casi ha impedito delle sepolture di cristiani o ne ha consentito l’esumazione e il trasferimento, appellandosi al fatto che la Corte suprema non ha espresso una posizione unanime in merito. Secondo l’associazione si tratta di riesumazioni su larga scala, addirittura senza informarne le famiglie. Il 20 febbraio la Corte suprema ha accolto la denuncia e ha proibito al villaggio  di eseguire ulteriori riesumazioni forzate. La sentenza è stata accolta con soddisfazione nella speranza che serva a contrastare questa estrema forma di discriminazione. Intervistato dall’agenzia di stampa AsiaNews, monsignor Victor Henry Thakur, vescovo di Raipur e presidente del Consiglio dei vescovi cattolici del Chhattisgarh, ha spiegato che “la sepoltura dei cristiani tribali nei loro villaggi non è mai stata un problema. Solo negli ultimi anni alcuni gruppi con motivazioni politiche hanno iniziato a sollevare argomentazioni illogiche contro queste sepolture. È una posizione contraria alla nostra Costituzione e molto pericolosa per l’unità e l’integrità dell’India”. In tutta l’India, ma in particolare in alcuni stati, sono i nazionalisti indù a fomentare odio e intolleranza nei confronti delle minoranze. “La decisione della Corte – ha aggiunto monsignor Thakur – rappresenta “solo un sollievo e non ancora giustizia pur rappresentando comunque un passo positivo”.