Il discorso di Papa Leone XIV al convegno Il XXI secolo: un nuovo tempo di martiri?
Il Papa ha ricevuto i partecipanti al convegno organizzato dal Dicastero delle Cause dei Santi e dalla Commissione Nuovi Martiri–Testimoni della Fede
Il 16 settembre papa Leone XIV ha ricevuto in udienza in Vaticano i circa 300 partecipanti al convegno “Il XXI secolo: un nuovo tempo di martiri?” svoltosi il 15 settembre all’Augustinianum. Ecco le parti salienti del suo discorso.
Eminenza, cari fratelli e sorelle!
Sono lieto di accogliervi al termine del convegno "Il XXI secolo: un nuovo tempo di martiri? organizzato dal Dicastero della Cause dei Santi e dalla Commissione Nuovi Martiri–Testimoni della Fede. Questa denominazione vuole indicare una categoria più ampia, distinta dai martiri dei quali è in corso la causa di beatificazione e da coloro che sono ufficialmente iscritti nel catalogo dei Beati e dei Santi. La commissione, istituita da Papa Francesco nel 2023, ha infatti lo scopo di raccogliere le testimonianze su quanti hanno perso la vita per Cristo, indipendentemente dall’iter canonico, affinché il loro esempio non vada perduto.
Si tratta di fratelli e sorelle che, in diversi contesti geografici, storici e politici, hanno donato la vita per il Vangelo. (…) La loro testimonianza ci dice che anche il nostro tempo, dominato dalla cultura della potenza, della forza senza limiti e dallo sviluppo incessante dei sistemi armati è un tempo che vede l’eroismo di coloro che amiamo definire “nuovi testimoni della fede”. Molti di essi vengono uccisi per abuso di potere o da organizzazioni criminali perché, come cristiani, ne contrastano le ingiustizie in nome del Vangelo. Il concetto di “testimone della fede” è stato formulato proprio per accogliere e onorare situazioni storiche complesse in cui la motivazione dei carnefici non è riconducibile esplicitamente all’ ‘odio della fede’. In questa prospettiva, il lavoro della Commissione Nuovi Martiri–Testimoni della Fede, supportato dal Dicastero delle Cause dei Santi, è di carattere storiografico e divulgativo, non giuridico, ponendo l’attenzione piuttosto alle disposizioni d’animo della vittima che alle motivazioni del persecutore. Si guarda, cioè, al fatto che la vittima è rimasta fedele a Cristo nell’adempimento del proprio impegno evangelico e lo ha fatto fino alla morte. (…) In essi si manifesta eroicamente lo stile del cristiano, che mai cerca la contrapposizione, ma piuttosto la disinnesca con l’efficacia della mitezza. (…) La forza evangelizzatrice dei nuovi testimoni della fede rappresenta una delle maggiori risorse della Chiesa per annunciare il Vangelo nel mondo di oggi (…) I testimoni della fede non propongono un’ideologia, ma mostrano una fede vissuta nella quotidianità. La loro credibilità nasce dalla coerenza tra le parole e le azioni, coerenza spesso portata fino al sacrificio supremo. In contesti culturali indifferenti, la ‘santità della porta accanto’ e l'eroismo silenzioso diventano argomenti significativi, capaci di interpellare tutti, anche i più diffidenti. Carissimi, noi ammiriamo questi nostri fratelli e sorelle come stelle che brillano nel buio dell’egoismo e della sopraffazione. Essi aiutano la Chiesa a riflettere più pienamente la luce di Cristo Signore, per indicare all’umanità contemporanea la strada che conduce alla civiltà dell’amore. (…) I testimoni della fede, donando la vita per la giustizia, la verità, la pace, la libertà hanno contribuito efficacemente all’avvento dei cieli nuovi e della terra nuova, che attendiamo fiduciosi dalla misericordia di Dio”.


