Il Ddl Zan del centro-destra
Alcune associazioni che si presentano come affiliate al centro-destra vogliono proporre un disegno di legge contro la cosiddetta omofobia.
Anche il centro-destra vuole il suo DDL Zan. Le associazioni Gay Lib e I colori della libertà e il movimento politico Gay conservatori liberali, presieduto da Francesca Pascale, hanno proposto un disegno di legge intitolato Libertà per contrastare le discriminazioni basate sul sesso e sull’orientamento sessuale. La proposta è stata presentata lunedì 15 giugno negli spazi di Montecitorio. Per essere discussa in Parlamento due sono le strade: che un parlamentare la proponga o attraverso la raccolta firme tra i cittadini.
Secondo la proposta «non vengono punite le idee, le convinzioni religiose, filosofiche o politiche», ma solo «le condotte discriminatorie concrete, violente, coercitive o persecutorie». Peccato che già ora il codice penale sanzioni tutte queste condotte. Così come l’ordinamento giuridico già punisca quest’altra condotta sanzionata dal disegno di legge: «la divulgazione o la rivelazione pubblica, in assenza del consenso dell’interessato, di informazioni inerenti all’orientamento sessuale o ad aspetti della sfera privata idonei a determinarne l’esposizione sociale, personale o relazionale».
La Pascale a Fanpage dichiara: «Faremo colloqui con tutti i partiti di maggioranza per capire quali sono le loro intenzioni, se vogliono appoggiarci saremo con loro. [Occorre che] maggioranza e opposizioni si rendano conto che abbiamo bisogno anche di una legge sull'omolesbobitransfobia e devono rendersene conto tutti i partiti, indipendentemente dal colore».
Una critica venuta dal mondo LGBT è la seguente: manca nel testo un riferimento alle persone transessuali. La discriminazione sul sesso riguarda solo il sesso biologico. A tal proposito la Pascale ha fatto intendere che non bisognava fare il passo più lungo della gamba, pena l’ostracismo delle forze di destra, e che sulle persone transessuali penseranno in futuro ad un testo apposito.
A commento di questa proposta possiamo solo dire che, per ascendenze culturali, queste associazioni non sono di centro destra, ma di centro sinistra. Tutto qui. Dunque parlando di problemi di identità, qui non abbiamo un problema di identità sessuale, ma di identità politica e, prima ancora, culturale.

