a cura di Anna Bono
  • Iraq

I profughi iracheni scesi sotto i due milioni

 

Per la prima volta dal 2014 il numero dei profughi in Iraq è sceso al di sotto dei due milioni. La guerra contro l’Isis, lo Stato Islamico, aveva messo in fuga sei milioni di persone, circa il 15% della popolazione. Quasi quattro milioni ormai hanno fatto ritorno a casa, molti prima ancora della fine del conflitto, annunciato nel dicembre del 2017. Il 97% dei profughi hanno potuto rientrare nelle loro residenze abituali, il 2% abita in strutture private. Solo l’1%, 19.000 persone, vive ancora una situazione di estrema vulnerabilità essendo per ora alloggiato in istituti religiosi, scuole, edifici abbandonati o in costruzione. Dei rimanenti 1.931.868 profughi, 1,2 milioni sono in strutture private, 574.000 in campi di accoglienza, mentre 176.000 hanno delle sistemazioni precarie. A impedire che tornino a casa sono problemi di sicurezza, assenza di infrastrutture, il fatto di aver perso la casa, danneggiata o del tutto distrutta durante la guerra, mancanza di mezzi finanziari e di opportunità di lavoro. Sia chi è tornato chi ancora non ha potuto farlo, tutti in qualche misura hanno bisogno di assistenza. Fin dall’inizio del 2014 l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, tramite il proprio ufficio informativo  ha iniziato il monitoraggio della popolazione, acquisendo informazioni e dati necessari per organizzare gli interventi umanitari.