Francia, nuova bocciatura della legge sull’eutanasia
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Il Senato transalpino, nella seduta plenaria del 12 maggio, ha respinto la proposta di legge su eutanasia e suicidio assistito. Approvato un testo sulle cure palliative. Ma lo scontro sul fine vita è ancora aperto.
Legge per l’eutanasia in Francia, nuova sconfitta per Emmanuel Macron e compagni: ancora una volta la forza della preghiera e della ragione prevale al Senato, ma lo scontro finale è rimandato.
Ripercorriamo brevemente l’iter della proposta di legge francese fortemente voluta da Macron, che ne aveva promesso l'approvazione sia in campagna elettorale nel 2022 e poi, lo scorso anno, ai suoi supporter della massoneria transalpina. Il 28 gennaio 2026, il testo era già stato bocciato dal Senato in prima lettura (181 voti contrari e 122 favorevoli), mentre lo stesso giorno i senatori avevano adottato in prima lettura il disegno di legge per garantire a tutti pari accesso alle cure palliative (307 voti favorevoli e 17 contrari).
Il testo sull’eutanasia, emendato dall'Assemblea nazionale il 25 febbraio 2026 con la reintroduzione delle clausole omicide respinte dai senatori in precedenza, era stato inviato al Senato per la seconda lettura, poi esaminato e modificato dalla Commissione per gli affari sociali il 29 aprile e infine respinto dai senatori nella seduta plenaria di martedì 12 maggio con una semplice alzata di mano, dopo che il Senato aveva demolito a uno a uno gli articoli della norma proposta. Il prossimo passaggio prevede la convocazione di una commissione congiunta, composta da sette deputati e sette senatori, incaricata di trovare un testo di compromesso. È molto probabile che dopo la riunione congiunta della commissione parlamentare di entrambe le camere, se non si dovesse trovare un testo condiviso, il disegno di legge sul suicidio assistito torni all'Assemblea nazionale a giugno, con il rischio che passi una legge ancora più permissiva.
Il testo bocciato nuovamente dal Senato prevedeva l'autorizzazione «a una persona che abbia espresso la richiesta di utilizzare una sostanza letale [a determinate condizioni] (...) affinché possa somministrarsela da sola o, quando non è fisicamente in grado di farlo, farsela somministrare da un medico o un infermiere». Perciò, il testo comprendeva sia il suicidio assistito che l'eutanasia vera e propria, a queste condizioni: paziente di almeno diciotto anni, di nazionalità francese o residente in Francia in modo stabile e regolare, capace di esprimere la propria volontà in modo libero e consapevole; affetto da una malattia grave e incurabile, tale da metterne a rischio la vita, in fase avanzata o terminale, con una sofferenza fisica e psicologica correlata a questa condizione. Il testo prevedeva anche che la procedura per richiedere l'assistenza al suicidio – comprese le condizioni per l'esame della richiesta, per la somministrazione della sostanza letale e le modalità di controllo a posteriori degli atti – venisse seguita da una commissione indipendente indicata dal ministro della Salute. Era prevista poi una clausola di obiezione di coscienza parziale per gli operatori sanitari che, in ogni caso, sarebbero stati tenuti a fornire al paziente i nomi di altri professionisti sanitari favorevoli a eseguire la pratica. Inoltre, la proposta di legge prevedeva il reato di ostruzione e le relative sanzioni per le azioni volte a impedire o tentare di impedire con qualsiasi mezzo la pratica o la diffusione di informazioni sul suicidio assistito (disinformazione, impedimento dell'accesso alle strutture autorizzate, pressioni morali o psicologiche, minacce, ecc.), dunque colpendo potenzialmente anche ogni campagna di informazione e iniziativa pubblica a favore della vita sino alla morte naturale.
Il 12 maggio, come riferisce Le Figaro, con la scelta esplicita dei senatori di bocciare l'articolo 2 del disegno di legge sul suicidio assistito (151 voti contro 118), si è respinto il nucleo del testo, cioè: il principio di un atto letale alla fine della vita. Sia in prima che in seconda lettura, il compromesso proposto dai correlatori Alain Milon e Christine Bonfanti-Dossat, esponenti dei Repubblicani (LR), cioè un sistema di "assistenza medica al suicidio" per pazienti con un'aspettativa di vita breve, non è riuscito a convincere i senatori socialisti né alcuni esponenti della destra e del centro. Così Laurent Panifous, ministro incaricato dei rapporti con il Parlamento, ha già annunciato l’intenzione di convocare una commissione mista paritetica (CMP) su questa proposta di legge, con molti senatori che sperano che il «governo non cerchi di far passare con la forza, alla fine del mandato, un testo che divide» la politica e il Paese.
Il Senato ha votato a favore di un testo sulle cure palliative, con l’impegno di mettere a disposizione risorse adeguate per alleviare le sofferenze dei pazienti. Come aveva pubblicamente auspicato il vescovo di Bayonne, Lescar e Oloron, monsignor Marc Aillet, nei giorni precedenti alla memoria della prima apparizione della Beata Vergine Maria di Fatima, «il commovente appello alla conversione e alla penitenza che la Vergine di Fatima ci rivolge, in risposta alle aberrazioni del mondo moderno» è stato ascoltato. Ma la battaglia appunto è ancora in corso.


