Fine vita, il centrodestra sbanda verso una pericolosa deriva
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Stefania Craxi riapre la partita per una legge sul fine vita «a ogni costo». Timida la reazione di Fratelli d'Italia che non si oppone. Alla ripresa dei lavori parlamentari il centrodestra si ritrova con un problema di incoerenza in più.
C’è una urgente necessità per il Centrodestra di approvare una legge nazionale sul fine vita? No, non era nel programma di governo e se Fratelli di Italia, FI e Lega la pretendono allora riformulino le proposte programmatiche e se ne assumano le responsabilità davanti agli elettori.
Cosa è accaduto negli ultimi giorni? In vista della riapertura dei lavori di Camera e Senato, l’uscita sul Foglio di un lungo articolo di Stefania Craxi che schiera il partito a favore «ad ogni costo» di una nuova legge più aperturista e permissiva sul fine vita, di fatto che apra a tutte le eccezioni secondo la "logica illogica" che l’eutanasia è la risposta alla sofferenza dei malati ed un “doppiofornismo” tipico della tradizione socialista italiana, le posizioni nel centro destra rischiano di scivolare verso una legalizzazione della eutanasia.
Mentre il senatore Pierantonio Zanettin di Forza Italia, relatore del testo da portare in aula sul fine vita auspica ripresa e aperture da parte di esponenti della maggioranza, stupisce che l’altro relatore della normativa, il meloniano Ignazio Zullo non abbia chiuso ogni porta alle richieste che provengono dagli azzurri. E addirittura il suo collega di partito Francesco Zaffini ha affermato - è notizia di ieri - che «la legge sul fine vita la faremo. Anche perché solo noi possiamo farla: la sinistra non ci è mai riuscita…», condividendo di fatto l’accellerazione di Stefania Craxi.
Dicono di non voler statuire un vero e prorpio diritto alla morte, ma di fatto si andrà in quella direzione spediti verso il camposanto. Timori si registrano per la posizione di Vannacci che invece appare ad oggi, prima di un'auspcabile, repentino e definitivo chiarimento sulle reali posizioni ufficiali dei partiti di governo sul tema, l’unico leader politico a schierare la sua compagine contro ogni forma di suicidio assistito, ogni autodeterminazione del malato e mascheramento del diritto alla morte che si avvicini alla eutanasia.
Tuttavia facciamo il punto. Quanti sono coloro che chiedono alla stessa Associazione Coscioni di poter morire? Non più di una ventina. Quanti di essi sono malati oncologici o incurabili? Pochi pochissimi, quasi zero. Crescono invece i casi di coloro che sono stanchi di vivere o soffrono di malattie neurologiche per le quali i servizi vitali e le cure palliative devono essere profondamente ripensati e certo non solo dal sistema sanitario nazionale né dalle Regioni.
La morte richiesta per mancanza o perdita di senso della propria vita può o deve essere curata dal servizio sanitario nazionale? No. Se tutti gli ultimi 15 pazienti neurologici che hanno chiesto di essere uccisi o di uccidersi, pur avendo tutte le cure palliative e mediche del caso per la SLA, Parkinson e sclerosi multipla e non essendo in “fine vita”, chiedono la morte, allora il problema di senso della vita e della malattia non si può e non si deve risolvere con la liberalizzazione dell’omicidio generalizzato.
Inoltre, le cure palliative devono essere fortemente ripensate e la sfida culturale deve essere raccolta a 360° dall’intera società. In ogni caso, l’unica via per un legge nazionale, se si ritiene, è quella di chiudere tutti gli argini rotti fin dalla “omicida” legge del 2017 ed i successivi sbrancamenti mortiferi.
Infine, servirebbe maggiore chiarezza da Fratelli d'Italia e più coerenza o definitive scelte di campo da parte di FI e Lega. Silvio Berlusconi e tutti i ministri del suo governo, incluso il principale promotore leghista del fine vita Luca Zaia, impedirono senza alcun tentennamento l’omicidio di Eluana Englaro nel 2009, come raccontava Maurizio Sacconi in una intervista del 2023. Ora come mai anche Forza Italia, quantomeno nella ufficiale posizione di Marina Berlusconi e dei due suoi delfini “imposti” come capigruppo di Forza Italia, Stefania Craxi al Senato ed Enrico Costa alla Camera, è completamente favorevole ad una legge?
La Craxi ha spiegato sulle pagine de Il Foglio dei giorni scorsi che il suo partito vuole il fine vita «a ogni costo», Zaia ha ripetuto i suoi favori nell’incontro sul suo podcast con il cardinale Zuppi. Il problema è lo scivolamento costante e progressivo di Lega e Forza Italia verso ideologie liberalsocialiste, mode Lgbt e quel relativismo etico che caratterizza la sinistra occidentale. Due partiti che illudendosi di chiudere un buco (elettorale), si scaveranno una voragine.

