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Lo scandalo

Croce profanata in Polonia, bambini interrogati senza i genitori

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Tiene banco in Polonia il caso del crocifisso gettato nella spazzatura da una insegnante, tra le proteste degli studenti di prima media. Che intanto sono stati interrogati in Procura senza che fossero presenti i loro genitori. La denuncia di Ordo Iuris: «Situazione scandalosa».

Esteri 20_01_2026

Il 15 dicembre 2025, come già riferivamo sulla Bussola, durante una lezione nella scuola di Kielno, un'insegnante ha ordinato agli studenti di rimuovere una croce dal muro. Quando gli studenti si sono rifiutati di farlo, richiamandosi alle loro convinzioni religiose e al rispetto per la croce, la donna ha tolto la croce da sola e l'ha gettata in un cestino. Il comportamento dell'insegnante ha suscitato indignazione tra i genitori e i residenti locali che l’8 gennaio hanno organizzato una protesta davanti alla scuola. Tutti hanno sottolineato che la scuola non può essere un luogo di ostentata ostilità verso i simboli religiosi. La reazione della gente ha fatto sì che la croce è tornata sulla parete dell’aula scolastica. Ma, purtroppo, nella Polonia del primo ministro Tusk il governo segue la linea anticlericale e, in questa atmosfera, nei social media si sono scatenati gli attacchi contro gli studenti e i loro genitori e, nello stesso tempo, si è tentato di sminuire la gravità del gesto dell’insegnante. 

Andrzej Kamola, padre di uno degli studenti, ha sottolineato che questa situazione è emotivamente molto difficile per i ragazzi. I giovani che hanno difeso i propri valori ora si sentono isolati e incompresi, nonostante la loro versione dei fatti sia corroborata da numerosi testimoni.

Ovviamente il clamore suscitato dalla profanazione della croce ha costretto la Procura di Danzica ad avviare un'indagine riguardante il sospetto dell’offesa dei sentimenti religiosi degli studenti. La Procura si è mossa ma in modo molto discutibile: con la partecipazione della polizia si sono svolti gli interrogatori degli studenti che avrebbero assistito all'incidente all'interno della scuola; ma agli interrogatori non erano presenti i genitori. «Una situazione assolutamente scandalosa che non avrebbe dovuto verificarsi», ha dichiarato l'avvocato Magdalena Majkowska, dell'Istituto Ordo Iuris. «Secondo le disposizioni del Codice di Procedura Penale, l'interrogatorio di una persona di età inferiore ai 15 anni dovrebbe, ove possibile, essere condotto con la partecipazione di un rappresentante legale o di un tutore effettivo, a meno che l'interesse superiore del procedimento non lo impedisca. È difficile sostenere che l'interesse superiore del procedimento giustifichi l'assenza dei genitori. Questo vale per le situazioni in cui, ad esempio, è coinvolto un reato commesso da uno dei genitori, in tal caso è naturale che l'interesse superiore del procedimento giustifichi l'assenza del genitore», ha spiegato la Majkowska. È ovvio che per garantire tranquillità e comfort degli studenti durante l'interrogatorio bisognava autorizzare la partecipazione dei genitori. Perciò l’avvocato ha informato della situazione il Difensore civico per l’infanzia. Si ha l’impressione che la mancata presenza dei genitori serva per influenzare in qualche modo la testimonianza degli studenti.

Per l’avvocato Jerzy Kwasniewski, «questa è una chiara violazione dei diritti dei bambini, delle garanzie procedurali dei genitori e dei diritti genitoriali. La condotta della polizia è scandalosa; nessuna convocazione scritta, tutto viene fatto per telefono. Viviamo semplicemente nell'era comunista». L’avvocato Kwasniewski, a capo di Ordo Iuris, ha sottolineato anche un altro aspetto della faccenda: «Se i bambini vengono interrogati in modo non valido, queste procedure dovranno essere ripetute. Ma scommetto che la Procura si rifiuterà di farlo. Di conseguenza, le dichiarazioni dei bambini saranno truccate per adattarle alla versione della Procura». Anche il consulente legale delle parti lese, cioè dei bambini della scuola di Kielno, l’avvocato Wawrzyniec Knoblauch, ha confermato che si è fatto ogni sforzo per garantire la presenza dei genitori agli interrogatori ma, purtroppo, «la Procura si è rifiutata». Anche se le norme del procedimento «non impediscono a un genitore di partecipare per supportare psicologicamente il minore attraverso la propria presenza».



Il caso

La croce oltraggiata, nella Polonia di Tusk segni del comunismo che fu

Una insegnante rimuove una croce dal muro di un’aula e la getta nella spazzatura tra le proteste degli studenti. Un caso che scuote la Polonia più anticlericale dalla svolta del 1989 e dove già il sindaco di Varsavia ha dichiarato guerra ai simboli religiosi negli uffici pubblici.