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I risultati

Costa Rica, vince la destra. Laura Fernández eletta presidente

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Con il 48,5% dei voti Laura Fernández Delgado è stata eletta presidente della Repubblica di Costa Rica. Al suo partito, Pueblo Soberano, va la maggioranza dei seggi (31 su 57). Ha vinto la candidata che offre più garanzie in tema di difesa di vita e famiglia.

Esteri 03_02_2026
Laura Fernández dopo la vittoria, 1 febbraio 2026 (Ap via LaPresse)

L’1 febbraio, in Costa Rica si sono svolte le elezioni per il nuovo presidente della Repubblica, con la vittoria netta della destra conservatrice e l’elezione di Laura Fernández Delgado, che assumerà l’incarico l’8 maggio 2026. Circa 3,7 milioni di cittadini avevano diritto di partecipare alle elezioni per eleggere il successore dell'attuale presidente Rodrigo Chaves, i due vicepresidenti e i 57 membri dell'Assemblea legislativa.

Tra i candidati più autorevoli a sfidarsi c’erano appunto Laura Fernández Delgado, candidata del partito al governo, Pueblo Soberano, ed ex ministro della Presidenza; Álvaro Ramos Chaves, del Partito di liberazione nazionale (PLN), che è stato presidente esecutivo del Fondo di previdenza sociale costaricano; Claudia Vanessa Dobles Camargo, candidata della coalizione Agenda Cittadina. L'attuale governo deteneva solo 8 dei 57 seggi del Congresso, il che ha ostacolato l'approvazione di diverse sue iniziative, ma con il voto dell'1 febbraio la situazione è cambiata.

Laura Fernández ha ottenuto una schiacciante vittoria alle elezioni generali e il suo partito al governo è destinato a ottenere la maggioranza al Congresso. Laura Fernández ha vinto con il 48,5% dei voti ed è stata eletta come 50° presidente della Repubblica di Costa Rica. Il candidato liberazionista, Álvaro Ramos Chaves, ha ottenuto il 33,3% dei voti. La partecipazione è stata del 70% dell’elettorato; l’astensionismo (30%) è stato il più basso dalle elezioni presidenziali del 1998. In Costa Rica, un candidato vince direttamente al primo turno se ottiene almeno il 40% dei voti, perciò con il 48,5% ottenuto nelle elezioni dell’1 febbraio 2026 la candidata Laura Fernández ha superato tale soglia, assicurandosi la presidenza senza dover ricorrere al secondo turno inizialmente previsto per il 5 aprile.

La Fernández governerà con una maggioranza parlamentare assoluta di 31 seggi su 57. Al partito di centro Liberazione Nazionale sono andati 17 seggi; la sinistra del Frente Amplio ha avuto eletti solo 7 rappresentanti, mentre avranno un solo seggio sia la Coalizione Democratica sia il Partito Unità Sociale Cristiana.

«Il cambiamento sarà profondo e irreversibile», ha dichiarato Fernández nel suo discorso dopo la vittoria, annunciando l'ingresso della Costa Rica in una nuova era politica. Álvaro Ramos, economista centrista e suo più vicino contendente, ha ottenuto circa un terzo dei voti, mentre Claudia Dobles, architetto progressista ed ex first lady, si è fermata a poco meno del 5%. Il Paese che il presidente uscente Rodrigo Chaves si sta lasciando alle spalle gode di una «buona gestione economica», avendo ridotto i tassi di disoccupazione e povertà, con una disoccupazione scesa, dal 2022 a luglio 2025, dal 12% al 6,9%. Tuttavia, uno dei principali problemi della Costa Rica attuale è l'insicurezza dei cittadini, perché negli ultimi anni si sono verificati livelli elevati e significativi di violenza nelle strade del Paese e, naturalmente, questo è attribuito, in termini generali, al narcotraffico e alla criminalità organizzata.

Lo scorso gennaio, il direttore dell'Agenzia Investigativa Giudiziaria, Michael Soto Rojas, ha riconosciuto che il Paese ha chiuso il 2025 con 873 omicidi, il 78% dei quali commessi con armi da fuoco. Riguardo ai temi e principi non negoziabili, in un'intervista con EWTN del 28 gennaio, la dottoressa Sadie Morgan ha offerto un'analisi delle posizioni dei principali candidati su vita e famiglia: Laura Fernández Delgado «si è espressa a favore della vita in vari forum» e ha ritenuto di poter proseguire diversi progetti pro life e pro family avviati durante l'amministrazione di Rodrigo Chaves, ribadendo che durante l'attuale amministrazione sono state ritirate le linee guida sull'educazione sessuale considerate «ideologicamente motivate», ovvero a favore dell’ideologia gender, della contraccezione e dell’aborto ed è stato interrotto l'uso della bandiera Lgbt negli spazi pubblici; inoltre sono state inasprite le condizioni per l'aborto legale. Álvaro Ramos, il miglior perdente, «non ha invece dichiarato con fermezza quale sarà la sua posizione sulle questioni pro-vita e pro-famiglia», mentre Claudia Dobles è stata sempre e apertamente a «sostegno dell'aborto».

C’è da ricordare che lo scorso ottobre il presidente della Repubblica, Rodrigo Chaves, aveva abrogato la norma tecnica in vigore dal 2019 per l'applicazione dell'aborto cosiddetto terapeutico e stabilito, al suo posto, una regola diversa, in modo da ridurre il margine di interpretazione e proteggere sia la madre che il figlio. Da allora, aveva ribadito Chaves, «l'unico motivo per cui è possibile abortire senza sanzioni è quando ci sono solo due opzioni: il pericolo certo di morte per la vita della madre o di quella del bambino», escludendo la possibilità di abortire in caso di problemi di salute della donna, anche se gravi. Non c’è ragione di pensare che la presidente eletta, Laura Fernández Delgado, non prosegua nella difesa e promozione di vita, famiglia e libertà educativa, in linea con gli altri presidenti del Centro e Sud America eletti negli ultimi mesi.