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METROPOLITA

Conclave ortodosso a Cipro

Una procedura mista (col voto di fedeli e Santo Sinodo) elegge il capo della più antica Chiesa autocefala: è Giorgio III di Pafos.

Borgo Pio 28_12_2022

Dopo oltre un mese di fermento elettorale la Chiesa ortodossa di Cipro ha di nuovo il suo metropolita nella persona di Giorgio III di Pafos, eletto il 24 dicembre in seguito alla morte (il 7 novembre scorso) di Crisostomo II, che un anno fa aveva accolto papa Francesco in visita nell'isola. Un "conclave" tutt'altro che irrilevante, a partire dall'antichità della Chiesa ortodossa cipriota che risale all'apostolo San Barnaba.Sulla piccola isola erano puntati anche gli occhi di Mosca. Del resto il metropolita defunto era stato tra i primi nel 2020 a riconoscere l'autonomia della Chiesa ortodossa dell'Ucraina (rompendo la tradizionale fama "filo-russa" e ben prima del conflitto in corso).

Giorgio III è nato nel 1949, ha studiato chimica, ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. Arrestato e sottoposto a violenze da parte dei turchi (che occupano l'area settentrionale), ha presentato un ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani che ha portato a una condanna della Turchia. È già la seconda volta che succede a Crisostomo: la prima nel 2006 proprio come metropolita di Pafos, incarico che entrambi hanno rivestito prima dell'elezione alla guida dell'intera Chiesa cipriota.

Per antichissima tradizione il metropolita viene eletto anche dal popolo in due sessioni. La prima, svolta il 18 dicembre, che ha coinvolto anche i fedeli, in tutte le chiese dell'isola, per giungere alla terna da cui poi – ed è la seconda fase – il Santo Sinodo (cioè i vescovi ciprioti, con altri esponenti della gerarchia ecclesiastica e monastica) elegge il metropolita. Una procedura che, va detto, nella prima fase ha un po' il sapore di una votazione politica con tanto di campagna elettorale e relative controversie.

Nella votazione popolare Giorgio di Pafos era arrivato secondo, con il 18,39%. Il metropolita Atanasio di Limassol, primo degli eletti, aveva fatto pesare il suo 35,68% (dati riportati da Il Sismografo): «La volontà del popolo va rispettata» ha dichiarato Atanasio; ma «i criteri del popolo e della gerarchia sono differenti», ha replicato Giorgio. Ed è stato quest'ultimo poi l'eletto del Santo Sinodo. Ma a dire il vero, sottolinea Asia News, a vincere è stata l'astensione di massa (70%), ennesima analogia con le procedure elettorali politiche.