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NEO-GIACOBINI

Ci mancavano gli ecoterroristi dell’Its

Nata probabilmente in Messico, l’Its - in italiano Individualisti tendenti al selvaggio - è un’organizzazione ecoterroristica, con all’attivo un centinaio di attentati in tutto il mondo (un italiano arrestato). Una deriva prevedibile della già estrema ideologia ambientalista.

Attualità 05_04_2022

Il 31 marzo u.s. le Digos unite di Torino e Milano hanno arrestato un italiano, torinese per la precisione, con l’accusa di far parte dell’Its. Ora, uno potrebbe chiedersi da quand’è che appartenere a un Istituto Tecnico Superiore sia reato. Il fatto è che l’arrestato non è un giovane studente (ha 47 anni) e l’Its di cui parliamo è un’altra cosa. Si tratta di un’organizzazione anarco-eco-terroristica nata probabilmente in Messico e inizialmente autodenominatasi Individualistas Tendiendo a lo Salvaje. Da qui la sigla Its. In italiano suona Individualisti Tendenti al Selvaggio. E, dal momento che ormai sono internazionali, nell’anglosfera e nel web sono diventati necessariamente Itw, Individualist Tending to the Wild.

Nel 2011 il primo attentato in Sudamerica, tanto per far capire che non scherzavano. Da lì si sono allargati anche in Europa, dove hanno marcato il territorio a modo loro in Spagna, Grecia, Scozia. A tutt’oggi, gli attentati messi a segno in tutto il mondo sono circa un centinaio, e l’arresto di un italiano dovrebbe cominciare a preoccupare anche noi. Le azioni violente sono dirette a siti e persone ritenute dall’Its simboli di civilizzazione: università, apparati di comunicazione, mezzi di trasporto e, naturalmente, chiese. A occhio il loro ideale è Christopher McCandless, il giovane laureato che nel 1992 decise di andare a vivere nelle terre selvagge dell’Alaska per tornare allo stato di natura rousseauiano. Lo stato di natura, naturalmente, lo uccise, ma fece la fortuna di Jon Krakauer, scrittore che ne raccontò la storia nel bestseller Terre estreme. Altrettando naturalmente, detta storia non poteva non piacere alla sinistra hollywoodiana e Sean Penn, uno dei più sfegatati liberals di celluloide, nel 2088 ci cavò il film (pluripremiato, obviously) Into the Wild. Ma almeno il protagonista si era assunto in prima persona le responsabilità delle conseguenze del suo amore per il selvaggiume neolitico.

Gli ecoterroristi no: da buoni giacobini pretendono che tutti vivano come piace a loro. Ma, d’altra parte, che cosa ci si aspettava? Come da noi dai comizi comunisti «di denuncia» del Sistema si è passati alle vie di fatto degli Anni di Piombo, così anche in tema ambientale era chiaro che, prima o poi, si sarebbe passati da Greta all’Its. Chi avvia rivoluzioni lo fa, dapprima, a parole. Poi, come la storia insegna, quando scopre che c’è qualcuno «più a sinistra» di lui, si arrabbia e pretende che il processo da lui avviato si fermi dove dice lui. Ma la storia insegna che la storia non insegna niente. Forse la fisica: il sassolino solo di rado non diventa valanga.

In fondo l’Its non è che una variante «a mano» della Cancel Culture (tanto per cambiare) nordamericana. Blm, Political Correctness, Schwa, Inclusive Language etc.? Fesserie: azzeriamo tutto e ripartiamo da zero. No, error: non ripartiamo mai più. E chissenefrega se l’Ambiente non è l’Eden ma Valle di Lacrime. Viva il Nulla e viva Caino. Sì, perché la civiltà serviva a questo: proteggere Abele.

Voi direte: ma questi ragionano? Be’, a modo loro sì. Come quegli Esperti d’Italia che impongono il greenpass anche ai frequentatori dei c.d. centri sociali. Sulla carta, obviously. Pensate che il mondo stia impazzendo? Non più di Mameli e Mazzini. Che c’entrano, dite? Il primo, seguace del secondo, andò a farsi sparare (e sparare a sua volta) a vent’anni in nome dell’Umanità e del Progresso, traguardo da ottenersi cacciando il Papa da Roma per sostituirlo col suo maestro. Oggi cantiamo il suo Inno negli stadi, sotto ai monumenti del secondo. Mai sottovalutare gli Its…