Ceuta, i documenti desegretati sbugiardano Sanchez: sapeva dell’invasione
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Il Centro nazionale di intelligence della Spagna era a conoscenza dei piani di massiccia invasione dal Marocco e aveva avvisato per tempo sia le autorità del Paese nordafricano sia il governo Sanchez. Lo rivelano i documenti desegretati nei giorni scorsi, che mostrano che il premier ha mentito.
I documenti desegretati nei giorni scorsi dal governo spagnolo in merito all’invasione di Ceuta del 30 e 31 luglio 2026, dopo che il Congresso ne aveva chiesto la pubblicazione, hanno avuto un effetto boomerang devastante sulla versione ufficiale di Pedro Sanchez che aveva ripetutamente negato l'esistenza di avvertimenti preliminari. Ne emerge il quadro di un bugiardo seriale nei confronti del suo Paese e dell’intera comunità europea, altro che vittima delle destre poco solidali. Eppure Bruxelles, il 9 settembre, ha premiato inopinatamente Sanchez e, invece di denunciarne le menzogne, ha elargito 114,7 milioni di euro dal suo fondo di aiuti per le emergenze per far fronte alla crisi migratoria che riguarda Ceuta.
I 40 documenti desegretati, che riguardano informazioni dell'intelligence nei giorni precedenti all'invasione, hanno dunque minato definitivamente la credibilità del governo socialista spagnolo che in molti, a partire dal centrosinistra italiano, avevano difeso a spada tratta. I documenti dimostrano in modo inequivocabile che il Centro nazionale di intelligence (CNI) non solo aveva avvertito la Polizia Nazionale, la Guardia Civil e la Delegazione del Governo, ma aveva anche allertato i servizi segreti marocchini. La portata di questi avvertimenti del CNI rende impossibile che il governo non fosse a conoscenza della minaccia. Resta da capire cosa pensava di ottenere Sanchez negando l’allarme e subendo volutamente una tale invasione di immigrati irregolari, tra cui terroristi e violentatori seriali. Voleva passare per vittima? Vittima della corruzione del suo partito e della sua famiglia prima, poi dell’amicizia con Zapatero e ora dell'invasione dal Marocco?
Analizziamo i documenti più significativi che dimostrano le menzogne di Sanchez e del suo governo. Con un primo documento, segretato a caratteri cubitali come “IMMIGRAZIONE IRREGOLARE. ALLERTA PRECOCE. POSSIBILI TENTATIVI DI INGRESSO A CEUTA DURANTE LA SETTIMANA DEL TRONO", il CNI aveva allertato l'intelligence marocchina il 29 luglio, il giorno prima dell'ondata migratoria, riguardo alla pianificazione di diversi tentativi di entrare a Ceuta, sia a nuoto che scavalcando la recinzione, approfittando delle celebrazioni in Marocco per la festa del Trono. Dunque, il CNI aveva lanciato un allarme il giorno prima della mobilitazione di circa 180.000 persone che avrebbero tentato di entrare a Ceuta. Ma Sanchez ha dichiarato che «ciò non costituiva in alcun modo [...] un indicatore della portata, della natura o della probabilità di ciò che sarebbe accaduto in seguito», nonostante nel documento il CNI descriva anche in dettaglio il contenuto di diverse pubblicazioni diffuse sui social network in cui si incoraggiavano le persone a tentare di attraversare il confine, con frasi del tipo: «Chiunque voglia attraversare ha un'ultima possibilità durante la celebrazione della “Festa del Trono” alle 20:00, le autorità marocchine saranno distratte dai festeggiamenti e dalle parate».
Un secondo documento invece mostra le inadempienze della Delegazione del Governo spagnola, della catena di comando e informazioni dell’esecutivo oltre alla superficialità del premier. Infatti, un altro documento declassificato rivela conversazioni via WhatsApp tra il CNI e la Delegazione del Governo a Ceuta, avvenute lo stesso giorno, il 29 luglio, alle 13:52, in cui il CNI informa che sui social media sta circolando un appello per un assalto alla città autonoma via terra e via mare da farsi il giorno successivo alle 20:00, approfittando della “Festa del Trono”. Il CNI informava anche il capo di gabinetto della Delegazione del Governo che esistevano due gruppi diversi sui social media con un totale di 180.000 follower. Il governo spagnolo ha respinto questo allarme criticando il CNI anche se il messaggio era molto chiaro, perché avvertiva di un possibile attacco di massa attraverso la recinzione di confine e via mare. E il destinatario non era un funzionario di basso rango, bensì la persona in più alto grado nella catena di sicurezza dello Stato, in ultima analisi il ministro degli Interni e il premier Sanchez.
Nella documentazione si evidenziava come l’afflusso ai confini di Ceuta era iniziato all'inizio di luglio, con l'arrivo di giovani marocchini che attraversavano a nuoto la baia meridionale. La situazione si era aggravata a causa di una sentenza del 29 giugno 2026 del Tribunale supremo che aveva vietato la continua applicazione delle procedure di respingimento alla frontiera a coloro che entravano a nuoto. Tra il 22 e il 27 luglio, gli arrivi erano aumentati da poche decine a centinaia al giorno. In tutti i documenti si evidenzia in particolare la mancanza di una risposta attiva da parte delle autorità marocchine, in aperta contraddizione con l’affidabilità del Paese sottolineata da Sanchez. Le bugie hanno le gambe corte ma, purtroppo, servono a Bruxelles per foraggiare il governo socialista di Sanchez, visto che, oltre ai 114 milioni deliberati il 9 settembre, la Commissione si era già impegnata, lo scorso 20 agosto, a rafforzare il sostegno economico a Rabat per il controllo delle frontiere e la gestione dei flussi migratori, in un nuovo “Partenariato Strategico e Globale” entro la fine dell'anno. Si premiano bugiardi e invasori pur di puntellare la maggioranza “Ursula” nell'Unione europea?
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