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Anniversari

Celebrazioni in Sri Lanka nel settimo anniversario delle stragi di Pasqua

Nel 2019 nel giorno di Pasqua dei jihadisti attaccarono tre chiese e tre alberghi e ancora non si è fatta piena luce sui mandanti

 

La Pasqua del 2019, 21 aprile, è stata funestata nello Sri Lanka da una serie di attentati dinamitardi suicidi coordinati, messi a segno nell’arco di poche ore da otto terroristi. Furono colpiti tre chiese e tre alberghi. Morirono 269 persone e centinaia furono ferite. Ma ancora si chiede giustizia e si denunciano dei tentativi, e non i primi, di fermare le indagini e impedire che si scoprano i mandanti delle stragi. Lo scorso 24 febbraio è stato arrestato l’ex capo dei servizi segreti, Suresh Sallay, accusato di essere stato a conoscenza dei piani d’attacco e di non aver fermato gli attentati. In occasione del 7° anniversario il Centre for Society and Religion ha pubblicato un rapporto intitolato “Memory, Pain and the Hope” nel quale si ricorda che finora sono state condotte otto indagini distinte. A rivendicare gli attentati è stato il gruppo jihadista locale affiliato all’Isis, lo Stato Islamico, Thowheeth Jama’ath nazionale, fondato da Zahran Hashim. Si sospetta però che esistano dei mandanti finora sconosciuti. Per questo il CSR ha chiesto che vengano pubblicati tutti i rapporti e le prove, che chi indaga sia protetto da minacce e pressioni, che venga finalmente istituita una commissione indipendente formata da esperti locali e stranieri. In memoria dei tragici eventi, il 21 aprile è stata organizzata una celebrazione nella chiesa di Sant’Antonio a Kochchikade durante il quale è stata offerta una preghiera speciale per le vittime. Erano presenti il cardinale Malcolm Ranjith, arcivescovo di Colombo, il vescovo ausiliare Anton Ranjith, il nunzio apostolico Andrez Jozwowlez e il vescovo anglicano di Colombo Omalpe Sobitha, insieme a rappresentanti del clero musulmano e indù, del clero cristiano e a rappresentanti di missioni straniere e parenti delle famiglie delle vittime. Il cardinale Ranjith ha preso la parola per dire che, pur riconoscendo all’attuale governo un nuovo approccio alla ricerca della verità, alcuni funzionari continuano comunque a lavorare per creare vari ostacoli alle indagini: “alcuni politici e funzionari – ha detto – sono diventati timorosi e nervosi per le indagini in corso. Stanno intensificando i loro vari tentativi infantili di sabotare le indagini, rendendosi conto che la loro nudità sarà esposta”. Il venerabile buddhista Omalpe Sobitha Thero ha affermato che, “sebbene in 7 anni dagli attacchi di Pasqua si siano formati 4 governi, l’ombra degli attacchi non è ancora scomparsa e che l’attuale governo ha un’opportunità d’oro per fornire la risposta appropriata che l’intero popolo attende con ansia”. Il Maulavi musulmano Mashuk Hafeer Usvi, ricordando gli impegni presi dal presidente Dissanayake, lo ha invitato “a intervenire per mostrare al popolo chi è veramente responsabile di questo attacco”. Un’altra cerimonia si è svolta nella chiesa di Katuwapitiya, uno dei luoghi colpiti nell’attacco, presieduta dai vescovi ausiliari, J. D. Anthony Jayakody e Maxwell Silva, e al parroco, padre Terry Ranjith. Alla fine della liturgia tutti i parenti delle vittime, insieme a vescovi, sacerdoti e suore, hanno deposto corone e acceso lampade davanti al monumento che ricorda i defunti. Nel pomeriggio poi, come avviene ogni anno, si è svolta una processione con le immagini delle vittime, guidata dal cardinale, dai vescovi e dai leader religiosi che ha raggiunto la chiesa di Katuwapitiya.