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Biden getta la maschera e guida l'assalto degli abortisti

Dopo l'annullamento della sentenza Roe v. Wade, proseguono gli atti di vandalismo e incendi contro luoghi di culto cristiani e centri pro life. La stampa intanto perseguita il giudice supremo Clarence Thomas. A guidare l'assalto è direttamente il presidente Biden.

- OCASIO CORTEZ INVITA AD ABORTIRE di L. Formicola

Manifestazione contro la Corte Suprema

Negli USA, come nel mondo occidentale, siamo di fronte ad una falsa e maligna interpretazione della Sentenza della Corte Suprema che, in evidente malafede, viene strumentalizzata a fini intimidatori, politici e repressivi da parte di abortisti, politici Dems e mass media. Violenze e vandalismi proseguono, i giudici rimangono nel mirino, Biden ed i Dems spingono sull'acceleratore dell’aborto.

Primo. Dopo l'annullamento della sentenza Roe v. Wade, proseguono senza sosta gli atti di vandalismo e incendi contro luoghi di culto cristiani, chiese cattoliche, centri di gravidanza pro-life e memoriali pro-life. Solo negli ultimi giorni: il centro di gravidanza ‘LifeChoice’ di Winter Haven, in Florida, è stato deturpato con graffiti pro-aborto il 25 giugno con scritte inquietanti ("Il vostro tempo è scaduto"); il 27 giugno denunciati atti vandalici e graffiti a favore dell'aborto anche sulle porte della Chiesa dell'Ascensione a Manhattan, New York; alla chiesa cattolica di St. Anthony a Renton, Washington, hanno distrutto le finestre, oltre ad esser stata  deturpata con slogan a favore dell'aborto; nella cittadina di South Bend, Indiana, la croce commemorativa per i bambini abortiti e non nati è stata vandalizzata con graffiti pro-aborto; il centro pro life ‘Heart to Heart’ di Cortez, Colorado, è stato assalito; il negozio di libri cattolici ‘Sacco Company’ nel centro di Houston è stato incendiato. La chiesa cattolica di St. Colman, un edifico storico situato nella contea di Raleigh, in West Virginia, è stata rasa al suolo da un incendio doloso nella notte tra domenica e lunedì. Era la “piccola chiesa cattolica di Irish Mountain", costruita nel’800 per volere degli immigrati irlandesi. Martedì 28 giugno l’arresto invece di un 31enne ma non della ragazza che aveva cercato di sfondare la porta di entrata della cappella dell'Adorazione perpetua del Santissimo Sacramento e imbrattato tutto l’edificio della chiesa cattolica di St. Louise a Bellevue, Washington.

La pavidità del Dipartimento di Giustizia, verso i gruppi di anarco-abortisti ed i loro finanziatori in doppio petto, ‘terroristi interni’, concede loro (di fatto) un salvacondotto permanente. Le recenti intimidazioni degli anarco-abortisti verso i pro life arrivano ora a minacciarli di morte nelle loro case private.  Alcuni media di sinistra e liberal negli Stati Uniti proseguono a denunciare come la forte presenza di cattolici nella Corte sia una minaccia per la democrazia. Però, in Vaticano dal Papa è andata  Nancy Pelosi e non i giudici! Follie, come quella della CNN che promuove l’aborto illegale e il mercato nero di kill-pills...

Secondo. Al centro del mirino della stampa, attivissima nel diffondere assurde e partigiane interpretazioni della Sentenza Dobbs, è finito il giudice Clarence Thomas, reo di aver scritto nella sua ‘concurrent opinion’, nella quale condivide la sentenza, che è un dovere della Corte affrontare e correggere le decisioni sbagliate sulla contraccezione e sul matrimonio gay. Il ragionamento del giudice Thomas è molto semplice e solido : la incostituzionalità della Sentenza Roe, è la stessa di quella che aveva costituzionalizzato in passato il matrimonio gay e la contraccezione, una ‘fabbricazione di diritto costituzionale’ che è contraria alla Costituzione degli Stati Uniti. Ragione e coerenza costituzionale non servono, è iniziato il ‘tiro al piccione’ della stampa americana e l’invito allo stupro del giudice Thomas fatto dal sindaco Dems di Chicago Lori Lightfoot al popolo del gay pride nei giorni scorsi. Qualche segnale di rinsavimento arriva dai general managers dei grandi gruppi industriali, tra i quali non pochi rispettano la Sentenza Dobbs.

Terzo. L’Amministrazione Biden, in particolare attraverso la Vice Presidente Kamala Harris, lautamente finanziata durante la campagna delle presidenziali del 2020 dalle multinazionali abortiste, è  instancabile propagatore delle pretese abortiste per nuove leggi ed ordinamenti federali. Dopo la sua intervista alla CNN del 27 giugno, il Segretario al Dipartimento della Salute Xavier Becerra ha presentato le sue cinque proposte il 28 giugno. Il piano  prevede l’impegno: 1. ad aumentare l’utilizzo e la diffusione delle ‘kill-pills’ e a contrastare le leggi statali che le vietano o limitano; 2. a formare medici e farmacisti su come indirizzare gli aborti, 3. a ricordare ai fornitori del Medicaid federale che i dollari delle tasse federali possono essere usati per pagare gli anticoncezionali e la contraccezione d'emergenza; 4. a collaborare con l’Ufficio per i diritti civili per assicurarsi che le informazioni mediche delle donne abortiste rimangano private; 5. ad utilizzare la legge sulle cure mediche d'emergenza per espandere gli aborti.

E’ Biden però che guida l’assalto delle truppe abortiste e dal vertice NATO di Madrid, il 30 giugno, dice:"L'America è in una posizione migliore per guidare il mondo di quanto non lo sia mai stata”, nonostante il “comportamento oltraggioso della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha annullato non solo la sentenza Roe contro Wade” ma anche il diritto alla privacy delle donne. Perciò Biden, colui che giurò nel 2021 di esser Presidente di tutti gli americani, ormai privo di ogni rispetto istituzionale, ora chiede di cambiare il regolamento del Senato, per approvare a maggioranza semplice norme federali pro aborto e annuncia per oggi, 1 luglio, un incontro con i soli Governatori Dems pro aborto. Gli americani? 85% molto preoccupato per il peggioramento della economia, indice impopolarità per Biden  al 57%...L’aborto non salverà i Dems, intanto aumentano gli Stati americani che vietano l’aborto, lo limitano fortemente e legiferano a favore di politiche per la maternità e la famiglia.

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