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Chiesa cattolica

Attacco a una chiesa in Indonesia

Un ordigno è esploso nel cortile di una chiesa gremito di fedeli nella regione di Papua centrale probabilmente sganciato da un drone

 

Domenica 17 maggio un ordigno probabilmente sganciato da un drone è esploso nel cortile della chiesa cattolica di St Paulus Nabuni nel villaggio di Mbamogo, nella provincia indonesiana di Papua centrale. Era appena finita la messa e in quel momento il cortile era gremito di fedeli. Quattro sono stati seriemente feriti, altri due hanno riportato ferite lievi. Nello stesso giorno un altro ordigno è stato rinvenuto nel cortile di un’altra chiesa cattolica poco lontana. Si ignorano al momento i responsabili dell’attacco. Subito si è sparsa la voce che a lanciare gli ordigni fosse stato l’esercito indonesiano, cosa che le autorità militari hanno smentito sostenendo che dai resti rinvenuti l’ordigno non è in dotazione dell’esercito governativo. Il portavoce dell’esercito ha sostenuto che potrebbe trattarsi di un atto di provocazione, per creare panico e aumentare la tensione tra l’esercito e la popolazione. Spaventate, centinaia di persone si sono date alla fuga, cercando riparo nei boschi vicini. Da decenni l’area in cui si trova Mbamogo è segnata da un conflitto a bassa-media intensità tra forze di sicurezza e gruppi separatisti. Il conflitto si è intensificato negli ultimi anni. Solo dall’inizio del 2026 si contano più di 100.000 nuovi sfollati. La popolazione accusa l’esercito di uccidere i civili, incendiare villaggi, attaccare chiese e scuole. Padre Alexandro Rangga, che presiede la Commissione “Giustizia e Pace” dei frati minori ha spiegato all’agenzia di stampa Fides: “L’eccessiva presenza di forze armate nelle aree civili ha finora creato traumi, paura, sfollamento e nuove vulnerabilità per le comunità. Chiediamo un’indagine indipendente su tutti gli incidenti che causano vittime civili, nel pieno rispetto dei principi di giustizia, e garantendo la responsabilità morale e materiale dei responsabili. Il conflitto in corso ha privato il popolo papuano del suo senso di sicurezza, del suo futuro e del suo diritto alla vita. Bambini e donne papuani sono il volto dell’umanità; sono un’immagine ferita di Dio stesso, dovrebbero vivere e crescere in un ambiente pacifico, ricevere un’istruzione adeguata e vivere senza l’ombra della violenza e il rumore delle armi”. La Chiesa cattolica, molto radicata tra le popolazioni indigene della Papua, e le Chiese protestanti svolgono un ruolo importante in difesa della dignità umana, dei diritti umani. Chiedono incessantemente la fine delle operazioni militari che colpiscono la popolazione civile e l’avvio di un dialogo che metta fine al conflitto.