a cura di Anna Bono
  • Induismo

Assolte in India le suore di Madre Teresa

 

Si è finalmente concluso in India il processo contro le Missionarie della Carità di Vadodara accusate su istigazione dei nazionalisti indù di conversioni forzate. La denuncia era stata depositata il 12 dicembre in seguito a una ispezione effettuata tre giorni prima dalla Commissione nazionale per la protezione dei diritti dell’infanzia al Nirmala Shishu Bhavan, un centro di accoglienza per giovani donne gestito dalle suore di Madre Teresa nel Gujarat dove dal 2003 è in vigore una legge anticonversione. La Commissione aveva inoltre chiesto che le 48 ragazze ospiti della struttura, 22 delle quali disabili, fossero trasferite altrove. Stando a quanto riferisce l’agenzia di stampa AsiaNews il 7 marzo, le accuse si sono rivelate infondate al punto che il procuratore stesso ha dichiarato non sussistere alcuna seria base per procedere contro le suore. Raggiunta da AsiaNews, suor Clarissa, una delle sorelle denunciate, ha commentato: “Dio ci è stato vicino anche se abbiamo dovuto affrontare questa difficile situazione. Siamo grate a Lui e a tutti coloro che ci hanno espresso vicinanza, comprese tante persone di altre fedi che ci hanno incoraggiato ad andare avanti nel nostro lavoro. Continueremo a svolgere il nostro servizio in favore dei più poveri tra i poveri”. Benché il procedimento sia stato sospeso per mancanza di prove, l’amministratore apostolico della diocesi di Baroda, monsignor Stanislaus Fernandes ha deciso di ricorrere all’Alta Corte per assicurare che il caso venga chiuso definitivamente. In India la pressione degli integralisti indù sui cristiani è sempre più preoccupante e si registrano continui episodi di violenza. A Delhi degli sconosciuti hanno aggredito un pastore evangelico, Kelom Tet, lo hanno accusato di convertire al Cristianesimo, lo hanno costretto a cantare una invocazione indù e hanno tentato di sottrargli la Bibbia..