• TV SPAZZATURA

Anche per Disney Channel «gay è bello»

Programmi dedicati a bambini e adolescenti propongono la normalità della famiglia omosessuale e del sesso in età adolescenziale, come "Sedicianni incinta" su MTV. Ma l'ultima trovata è sulle conseguenze della fecondazione artificiale....

Buona fortuna Charlie

Fare zapping col telecomando, ultimamente, può far venire l'orticaria: quanti programmi scadenti, quanti format triti e ritriti, ma soprattutto, quante le solite facce note! Ma se vi capita di scorrere i canali – magari durante un insospettabile orario pomeridiano – con accanto vostro figlio in cerca di qualcosa di adatto anche per lui, dovete proprio fare attenzione.

E' di qualche giorno fa, infatti, la puntata della serie americana “Buona fortuna Charlie in cui appare il piccolo Taylor, amico della protagonista, in compagnia delle sue due mamme, Susan e Cheryl. Prima puntata con una coppia lesbica. Direte voi quale novità, ora che sponsorizzare l'omosessualità è una moda e quasi un dovere per avere coscienza pulita e politica corretta. Ahimè, in effetti, niente di nuovo se non fosse che la fiction in questione va in onda nientemeno che su Disney Channel.

Per ora questa puntata è stata trasmessa solo al giovane pubblico degli USA, ma, con qualche stagione di ritardo, giungerà anche sull'omonimo canale italiano, dove già si può trovare “Buona fortuna Charlie” ogni pomeriggio alle 15.00. L'orario deve essere parso perfetto ai programmatori per intrattenere i piccoli utenti del canale Disney – marchio per eccellenza dedicato ai bambini –, tra il dopopranzo e i compiti pomeridiani, con le avventure della bionda e riccioluta Charlie; l'occasione di indottrinare un pubblico così vasto e inconsapevole si è dimostrata troppo ghiotta perché la longa manus di alcune potenti lobby gay si arrestasse di fronte a tale innocente e tenera età.

Ma la spazzatura via digitale terrestre non tarda ad arrivare anche per i più grandicelli e a dare il peggio di sé sembra essere proprio MTV, l'emittente televisiva musicale per antonomasia, indirizzata ad adolescenti e giovanissimi. Per scorrere il palinsesto pomeridiano, dalle 16.00 in poi, bisogna essere davvero agili a schivare programmi davvero trash come “A Modern Family” - nota per avere tra i propri protagonisti una coppia di omosessuali e il loro piccolo “figlio” adottivo - o come “Sedicianni incinta”.

Versione nostrana dello “Sixteen Pregnant” molto in voga negli Stati Uniti, il docu-reality racconta la vicenda di una manciata di adolescenti che si trovano ad affrontare e portare a termine una gravidanza inaspettata. Dai dubbi e le paure nel comunicarlo ai genitori ai litigi coi fidanzatini, dall'incomprensione delle amiche al dilemma se continuare a studiare oppure no: il programma non ci risparmia niente, nemmeno le visite dal ginecologo e le immagini del travaglio. I dialoghi tra le protagoniste non migliorano la ricetta: “Hai fatto una scelta e adesso paghi le conseguenze” urla una delle madri-nonne alla propria adolescente gravida; “ Non era certo quello che avevamo in mente” confessa un futuro padre di diciassette anni alle telecamere, riferendosi al proprio figlio in arrivo.

I pareri della critica su questo reality sono, in verità, abbastanza discordanti: da uno studio recentemente pubblicato in America è risultato come la messa in onda di “Sixteeen Pregnant” abbia avuto, negli anni, un impatto molto positivo sulla popolazione adolescente, riducendo sia le gravidanze tra minorenni che gli aborti di alcuni punti percentuali. A chi auspica che programmi del genere abbiano un ruolo “educativo” si può rispondere che, innanzitutto, c'è sempre il rischio di emulazione da parte di ragazzine sempre più giovani (“Se a sedici va bene, perché a quattordici no?”); inoltre l'idealizzazione delle protagoniste (che vantano milioni di contatti su Facebook e di congratulazioni da parte delle coetanee per la nascita dei pargoletti) potrebbe spingere, in casi estremi, altre ragazze a imitarle, per ricevere la stessa attenzione mediatica, magari nella prossima edizione televisiva.

I commenti positivi di “Sedicianni Incinta” non mancano di far notare come il reality aumenti la consapevolezza dei giovani sulla propria sessualità, sulla contraccezione e sui comportamenti sessuali più o meno sicuri. E' stato rilevato che durante o subito dopo la trasmissione di queste puntate, aumentava esponenzialmente la ricerca in Internet di parole chiave come preservativo – pillola – test di gravidanza – spirale, sintomo di una volontà di maggior informazione da parte degli utenti del programma. A parte il fatto che, si obietta, informazioni del genere non dovrebbero essere acriticamente reperite nel mare magnum del web, ma assunte in un colloquio con un genitore, o una figura professionale di riferimento, non ci si dimentichi che, in nuce, il problema è ben altro.

Infatti, non è tanto da considerarsi se gravidanze e aborti siano o meno diminuiti tra le minorenni grazie a questi programmi, quanto il fenomeno stesso che è sotteso: per ogni gravidanza che viene evitata ci sono molte esperienze di rapporti sessuali avute anche prima dei sedici anni. In poche parole, “Sedicianni incinta” non passa il messaggio che l'adolescenza non è il momento migliore per avere rapporti sessuali – e figli – ma porta a pensare che, se si fanno esperienze sessuali a quindici anni è meglio che siano “protette”, per evitare di rimanere incinta o di dover abortire.

Forse questi docu-reality servono a spaventare le ragazzine sul “rischio-bebè”, non certo ad educarle veramente.

Per chiudere in bellezza (si fa per dire) – e sempre per i fedelissimi di MTV – vanno ricordati gli ottimi ascolti registrati per la puntata promo di “Generation Cryo”, nuova pensata dei programmatori USA che, si prevede, approderà in Italia entro la fine del 2014. Un gruppo di ragazzini concepiti in provetta in cerca di radici e identità, affronteranno traversie burocratiche per rintracciare il proprio padre biologico, uno sconosciuto donatore di sperma che ha sparso fratelli inconsapevolmente per tutto il Paese. 

Negli USA “Generation Cryo” ha riscosso una buona critica, portando sullo schermo la storia della giovane Breena e la sua scoperta di avere ben 15 fratelli da parte del padre-donatore. Improbabile un successo simile anche per la traduzione italiana del format, posto che da noi la fecondazione eterologa è proibita per legge, ma, forse, la trasmissione riaprirà dibattiti e smuoverà consensi per far cadere anche questo divieto.

Davvero sono lontanissimi i tempi in cui la TV era una buona maestra.

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