Vittima di un agguato in Nigeria un pastore battista
Era domenica mattina e il pastore stava andando a celebrare una funzione religiosa. Nella stessa mattinata sono stati uccisi altri 13 cristiani
Le autorità locali non hanno ancora rivelato il nome del pastore battista ucciso in Nigeria, nello stato di Plateau, la mattina del 20 settembre. Era domenica e il pastore stava andando con il figlio e un dipendente della sua chiesa a celebrare una funzione religiosa a Dorowa Babuje quando è stato vittima di un agguato. Con lui è morto il dipendente della chiesa mentre il figlio è stato ferito e versa in condizioni critiche. Poche ore prima gli stessi aggressori avevano ucciso poco lontano cinque braccianti che si stavano recando al lavoro e nella notte avevano rubato del bestiame in alcune comunità vicine. Gli attacchi sono continuati nelle ore successive per un totale di almeno 13 persone uccise nel corso della mattinata. Durante la settimana precedente nella stessa zona erano state uccise 41 persone e un centinaio erano state rapite. Si ritiene che gli autori degli attacchi siano dei pastori Fulani, musulmani. Le bande di Fulani radicalizzati sono responsabili di innumerevoli attacchi contro i cristiani. Colpiscono soprattutto nella cosiddetta “middle belt”, i territori centrali della Nigeria, dove si incontrano il nord musulmano e il sud cristiano. Fattore secolare di scontro è il controllo delle risorse naturali, la convivenza ovunque in Africa difficile tra le popolazioni dedite alla pastorizia, come i Fulani, e quelle agricole. Il fattore religioso acuisce i problemi soprattutto in tempi recenti, da quando cioè tra i Fulani ha fatto presa l’integralismo islamico. L’obiettivo dei gruppi armati Fulani è indurre con il terrore i cristiani ad andarsene, con una duplice motivazione: liberare dai cristiani dei territori rendendoli dar al-Islam, territorio del tutto sottomesso all’islam e abitato solo da musulmani, e impadronirsi delle loro terre per farvi pascolare le mandrie.

