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In natura e secondo natura

Vescovo: trans è biologico

L'arcivescovo di Santa Fe sostiene che la transessualità origina da una particolare conformazione del cervello. Ma non tutto ciò che è in natura è secondo natura.

Gender Watch 05_06_2026

John Wester, arcivescovo di Santa Fe, pubblica lo scorso 2 giugno un articolo dal titolo La Chiesa deve avvicinarsi alle persone LGBTQ sulla rivista America edita dai gesuiti. Nell’articolo l’arcivescovo racconta di aver partecipato ad un incontro di New Ways Ministry, una organizzazione eterodossa assai critica verso molti punti della dottrina cattolica.

Mons. Wester scrive: «Come Chiesa, temo che non ci stiamo avvicinando abbastanza ai nostri fratelli e sorelle LGBTQ; non stiamo procedendo insieme nello stesso cammino. Questo è particolarmente vero quando si tratta delle esperienze delle persone transgender e non binarie, molte delle quali sentono che ci rivolgiamo a loro con sospetto e ostilità». Poi aggiunge: «Ho appreso un fatto fondamentale e significativo: il modo in cui comprendiamo il nostro genere è determinato da aree specializzate all'interno del cervello. Ho riflettuto sulla nostra società dagli inizi del XX secolo fino agli anni '60, quando spesso costringevamo i bambini mancini a scrivere con la mano destra. Mi sono chiesto se oggi ci troviamo in una situazione simile, equiparando l'identità di genere a una sorta di anomalia. Durante i nostri dialoghi, la scienza ha assunto un volto umano. Abbiamo ascoltato toccanti testimonianze di un uomo transgender e della madre di una ragazza transgender, entrambi i quali descrivevano un profondo e innato senso di identità, manifestatosi già all'età di 3 anni. Tali racconti suggeriscono che l'identità di genere non sia una semplice "scelta" o una "fase" passeggera, ma un'esperienza profondamente sentita di sé, apparentemente radicata nella complessa interazione tra biologia e neurologia. Il rispetto per questo innato concetto di sé, che ha origine nel cervello e fa parte del corpo, è essenziale per riconoscere la dignità di ogni essere umano».

La disforia sessuale psicologica ha cause psicologiche e non biologiche. Ma anche nel caso in cui la causa fosse biologica – una particolare struttura del cervello o un certo patrimonio genetico – bisogna ricordare che non tutto ciò che biologicamente esiste è anche fisiologico e quindi naturale. E non tutto ciò che è biologico in noi e innato è fisiologico e quindi naturale. Un neonato può nascere con una malformazione cardiaca, ma nessuno si sognerebbe mai di affermare che quel difetto cardiaco è fisiologico, è naturale, è buono per il semplice fatto che è innato. Lo ripetiamo: non tutto ciò che accade in natura e secondo natura. 

La strategia dell’arcivescovo è furba: associare la transessualità alla biologia per qualificarla a condizione naturale. Né più né meno di quando si dice che l’omosessualità è un orientamento naturale perché esisterebbe un gene gay (mai trovato).

La transessualità, al di là delle sue cause, rimane una condizione disordinata come attestato dalla scienza, dalla Bibbia e dal Magistero. Riconoscerlo è il primo passo per aiutare le persone transessuali.

Un ultimo appunto: scrivere con la mano destra o sinistra sono entrambe azioni consone alla legge naturale (non è immorale scrivere con la sinistra). E quindi destra e sinistra non corrispondono a non transessuale e transessuale.