Un vescovo archivia san Michele, meglio la lotta all'omofobia
La consacrazione all'arcangelo è superata, il combattimento contro il diavolo è immaginario, il vero "esorcismo" è contro omofobia, razzismo, femminicidio e crimini contro gli indigeni: in un post su X poche righe e molto confuse di mons. Vicente de Paula Ferreira.
San Michele congedato da un vescovo brasiliano che manda in soffitta la consacrazione all'arcangelo perché il vero "esorcismo" a suo dire sarebbe non contro il diavolo, autore di ogni male, ma contro i mali da lui elencati in un post su X dell'8 agosto.
«Esistono giustificazioni teologiche per la consacrazione a san Michele? Ci si consacra a Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. Il diavolo che si combatte non è forse in gran parte frutto dell’immaginazione? Il vero esorcismo dovrebbe riguardare: l’omofobia, il femminicidio, il razzismo, i crimini contro gli indigeni. Tutta questa schiera di malvagità». A scriverlo è mons. Vicente de Paula Ferreira, vescovo di Livramento de Nossa Senhora nonché membro della Congregazione del Santissimo Redentore (chissà che direbbe il fondatore, sant'Alfonso Maria de' Liguori?).
Poche righe (e molto confuse) e neppure troppo originali: si potrebbe continuare all'infinito perché qualsiasi elenco è necessariamente insufficiente e si era dimostrata più esaustiva la lista dei "nuovi peccati" della famigerata veglia penitenzial-sinodale del 2024, col mea culpa per i peccati contro i migranti, contro il creato, persino contro la sinodalità medesima... volendo proprio mostrarsi aggiornati si potrebbe aggiungere un esorcismo contro le improvvide esternazioni episcopali. Ma forse si fa prima a rispolverare la vecchia preghiera all'arcangelo Michele.

