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Cristiani Perseguitati
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Spagna

Un sindaco contro la Sagrada Familia

Il sindaco di Barcellona Ada Calau ha preteso 36 milioni di dollari per consentire il completamento della Sagrada Familia, il capolavoro di Gaudi

L’ostilità alla Chiesa e alla religione cristiana assume molte forme. In Spagna ne fa le spese la Sagrada Familia, il capolavoro dell’architetto Antoni Gaudi la cui costruzione, iniziata nel 1882, dovrebbe essere ultimata nel 2026. La chiesa attira ogni anno a Barcellona milioni di visitatori. Tuttavia il sindaco Ada Colau non ne apprezza il contributo all’economia cittadina. Infatti per rinnovare i permessi necessari a ultimare l’opera ha preteso un ingente contributo per le spese di viabilità, urbanistica e trasporti rese necessarie dall’ultimazione della chiesa. L’importo è stato definito il 18 ottobre: 36 milioni di euro, da pagare in 10 anni. L’atteggiamento del sindaco Colau non sorprende. È stata eletta nel 2015 grazie ai voti di Verdi, Sinistra Unita, Equo, Proce Costituente, Podemos e piattaforma Guanyem. La rivista “Tempi” ricorda che durante una delle prime cerimonie da lei presenziate dopo essere stata eletta, la consegna di premi civili a dei cittadini, è stata recitata una versione blasferma in chiave sessuale del Padre Nostro. “L’attuale giunta – commenta il giornalista Leone Grotti – è palesemente ostile alla Chiesa cattolica e alla Sagrada Familia, è quasi infastidita dalla sua grandezza e dalla sua fama. Basti dire che l’assessore alla cultura, Daniel Modol, ha definito la basilica una ‘mona de pascua’, tipico dolce pasquale spagnolo dalla forma bislacca”. Il sindaco Colau non festeggia il Natale, ma non manca di mandare gli auguri alla comunità musulmana in occasione delle feste islamiche. Fin dal primo anno del suo insediamento ha esortato gli abitanti di Barcellona a celebrare il sostizio di inverno invece che la Natività. Ha ignorato finora la petizione in difesa della libertà di religione firmata nel luglio 2017 da oltre 55.000 cittadini su iniziativa della piattaforma MasLibres.org.