Ucciso un sacerdote in Messico
Il corpo di padre Roman de la Cruz Hernandez è stato rinvenuto sul ciglio di una strada con sopra un messaggio intimidatorio scritto su un pezzo di cartone
Un altro sacerdote è stato ucciso in Messico. Il 15 settembre il corpo crivellato di colpi di arma da fuoco di padre Roman de la Cruz Hernandez, parroco di Santa Cruz, della diocesi di Huejutla, è stato rivenuto ai bordi della strada che collega Tolag a Tetlapaya, nello stato di Hidalgo. Appoggiato al cadavere c’era un foglio di cartone con su scritto un messaggio intimidatorio. Non si hanno finora indicazioni sul movente dell’omicidio e forse non si saprà mai chi ne è responsabile. Secondo il Centro cattolico multimediale l’80% dei casi di religiosi uccisi resta irrisolto. I religiosi, aggrediti, scomparsi, uccisi in Messico sono decine. La violenza endemica specialmente in alcune regioni del paese non risparmia la Chiesa. “Nel caso degli omicidi ai danni di membri della Chiesa – spiega monsignor Ramon Castro Castro, vescovo di Cuernavaca e presidente della Conferenza episcopale messicana – l’obiettivo può essere interpretato come quello di costringere la Chiesa e l’azione sociale dei sacerdoti al silenzio e alla paura. Tuttavia, non sarebbe prudente attribuire tutti i casi a un’unica causa né stabilire automaticamente che si tratti di una persecuzione religiosa. Gli studi disponibili mostrano una relazione significativa tra gli atti di violenza contro gli operatori religiosi e i contesti territoriali in cui si registrano alti livelli di criminalità, presenza di organizzazioni criminali, dispute per il controllo del territorio, estorsioni e altre forme di vessazione”. La parrocchia di Santa Cruz – spiega l’agenzia di stampa Fides nel riportare la notizia – si trova in un territorio segnato da scontri tra gruppi criminali per il controllo del traffico illegale di carburante. Padre Roman de la Cruz Hernandez aveva 48 anni. Era stato ordinato sacerdote nel 2006. Dal 2024 era primo parroco diocesano della comunità di Santa Cruz.

