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Ora di dottrina / 223 – Il supplemento

Maria nella prospettiva trinitaria: il rapporto con il Padre

Il Padre, nel suo amore di predilezione, crea Maria Santissima per renderla partecipe della generazione del Figlio. Il solo Padre genera nell’eternità, la sola Madre genera nel tempo. E lei è perciò chiamata, con Gesù, a dare inizio alla nuova creazione.

Catechismo 27_09_2026

«Anche se si attribuisse ai titoli un contenuto, del quale si potrebbe accettare l'appartenenza al deposito della Fede, la loro definizione, nella situazione attuale, non risulterebbe tuttavia teologicamente perspicua, in quanto tali titoli, e le dottrine ad essi inerenti, necessitano ancora di un ulteriore approfondimento in una rinnovata prospettiva trinitaria, ecclesiologica ed antropologica». Così si conclude la dichiarazione di Czestochowa, di cui ci stiamo occupando da qualche domenica a questa parte. Appare più un effimero auspicio che non un impegno concreto la sottolineatura della necessità di un rinnovato approfondimento dei titoli di Corredentrice, Mediatrice e Avvocata; da una commissione radunata con il preciso scopo di occuparsi della questione, ci si sarebbe atteso che a por mano a questo approfondimento fossero i suoi membri, che di certo ne avevano le competenze. La sensazione è purtroppo quella che l’ulteriore approfondimento, che in se stesso è sempre il benvenuto, sia stato un argomento nobile per rinviare sine die la concretizzazione di una definizione dogmatica, non ben vista non tanto a livello ecumenico, ma all’interno del mondo teologico cattolico. La nota dottrinale Mater populi fidelis ha di fatto portato pienamente alla luce questa resistenza interna, sorretta da argomentazioni fragili e vetuste.

Per quanto sta a noi, cerchiamo, con l’aiuto di Dio, di entrare nel mistero di Maria, contemplando la sua persona nella relazione con l’augustissima Trinità, con la santa Chiesa e all’interno del piano che Dio ha concepito per l’umanità. Incominciamo con la prospettiva trinitaria.

Il dogma della maternità divina di Maria non ci rivela soltanto il rapporto materno di Maria nei confronti di Gesù, che da lei sola riceve la sua umanità santissima; esso, più profondamente, ci indica l’intima unione tra lei e il Padre, che nel suo amore di predilezione la crea per renderla partecipe della generazione del Figlio. Il Padre unisce a Sé questa creatura così perfetta per natura e per grazia e le comunica la sua forza generativa; Maria si trova così a generare il Figlio nel tempo, analogamente a come il Padre lo genera nell’eternità. L’avverbio – analogamente – è cruciale: Dio non può e non vuole la contraddizione, ossia non può far sì che una creatura sia al contempo Dio; tutto ciò che Dio partecipa alle sue creature dev’essere pertanto inteso e predicato in modo analogo, non in modo univoco. E così, come scriveva il teologo Louis Bouyer (1913-2004), «Gesù, interamente Figlio del solo Padre celeste per la divinità, sarà interamente Figlio della sola Madre terrena per la sua umanità» (Le trône de la Sagesse. Essai sur la signification du culte marial, Parigi 2012, p. 147).

È una verità da capogiro; la maternità di Maria ha la peculiarità di essere verginale analogamente alla paternità del Padre nella generazione del Figlio: il solo Padre genera nell’eternità, la sola Madre genera nel tempo. Possiamo dunque affermare che la Theotókos è l’impressione della paternità divina in una creatura, la partecipazione unica di questa paternità alla Vergine, figlia di Sion. Quanto detto riguarda la caratteristica delle operazioni ad intra della persona del Padre, nella vita intima della Trinità (ossia dal punto di vista della Trinità immanente). Ma c’è anche il punto di vista della Trinità economica, ossia della Trinità nelle sue operazioni ad extra; si tratta di due dimensioni certamente distinte, ma non scollegate tra loro; possiamo dire, semplificando, che nelle operazioni ad extra è riscontrabile la firma della caratteristica che ciascuna Persona ha all’interno della vita intima della SS. Trinità.

Dunque, dal punto di vista delle operazioni esterne, alla persona del Padre si attribuisce la creazione. Per comprendere la prospettiva delle attribuzioni è necessario fare una precisazione. Tutte le persone della SS. Trinità sono coinvolte in ogni operazione ad extra, essendo Dio il soggetto di queste operazioni: è Dio che crea, è Dio che redime, è Dio che santifica. Tuttavia, a motivo della somiglianza tra una particolare operazione esterna e la caratteristica propria nella vita intima di quella determinata Persona divina, si può affermare che alcune operazioni ad extra vengono attribuite ad una Persona divina piuttosto che ad un’altra. E così, essendo il Padre il principio delle comunicazioni trinitarie, e, in questo senso, della vita divina immanente alla Trinità, a Lui viene attribuita la creazione, ossia quell’azione che dà inizio a qualcosa di nuovo e distinto dalla Trinità.

Anche questa attribuzione viene partecipata a Maria, che è chiamata ad essere colei che dà inizio alla nuova creazione. La nuova creazione, infatti, altro non è che l’irruzione nella storia di Colui che è «pieno di grazia e di verità» (Gv 1, 14), del Verbo che si incarna per essere il capo di un corpo formato da membra rigenerate dall’acqua e dallo Spirito (cf. Gv 3, 5); nella prima creazione, decaduta per la colpa originale, si innesta un principio nuovo, che sarà pienamente maturo nel mondo nuovo, nella vita eterna. Maria SS. è colei che genera questa nuova creazione. Ancora una volta, si tratta di un’analogia di partecipazione: Maria non crea ex nihilo, perché Maria non è Dio; e tuttavia è innegabile che il principio della nuova creazione, Gesù Cristo, Signore nostro, nasca da lei.

Prima di procedere ad esaminare la relazione di Maria con le altre due Persone della SS. Trinità, possiamo intanto vedere un aspetto fondamentale del rapporto di Maria con il Padre, che ritroveremo anche nelle sue relazioni con il Figlio e lo Spirito Santo. Dio ha creato l’uomo perché entrasse in comunione di amore con Lui, e l’amore è unitivo e partecipativo; chi ama cerca l’unione con l’amato, e nell’unione comunica se stesso all’amato. Il progetto di Dio sugli uomini è una chiamata sponsale: Dio desidera unire a Sé gli uomini in quel modo intimo che, dal punto di vista delle realtà create, è meglio espresso nel matrimonio.

Questo è avvenuto in modo singolarmente mirabile nella Madonna. Ella è per eccellenza la Sposa di Dio, intrattenendo con ciascuna delle Persone trinitarie una relazione di singolare unione e reciproca donazione. In questa donazione, ciascuna Persona le comunica – in modo partecipato – ciò che la caratterizza nelle proprie operazioni ad intra e ad extra. Mi pare che quella sponsale sia la chiave per comprendere più adeguatamente la storia della salvezza, i misteri della fede e la figura straordinaria di Maria Santissima, che ha realizzato, nel modo più pieno e perfetto possibile per una creatura, questa vocazione sponsale.



Ora di dottrina / 223 – La trascrizione

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Ora di dottrina / 222 – Il supplemento

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Ora di dottrina / 221 – Il supplemento

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