Ucciso nelle Filippine un coordinatore pastorale
È stato ferito a morte da uomini non identificati che gli hanno teso una imboscata mentre rincasava
Non si conoscono ancora autori e movente dell’omicidio di Eduardo Balindres, un laico cattolico, coordinatore pastorale della parrocchia di Matalam, della diocesi di Kidapawan. La diocesi si trova sull’isola di Mindanao, nelle Filippine meridionali. Uomini armati gli hanno teso una imboscata il 31 agosto mentre stava tornando a casa, a Barangay. Hanno aperto il fuoco contro di lui colpendolo ripetutamente per poi darsi alla fuga. Eduardo Balindres era un membro molto attivo della sua comunità, un fidato collaboratore del parroco. La parrocchia lo ricorda come “un pilastro fondamentale della comunità, un collaboratore fidato, attivo e profondamente dedito al coordinamento e all’assistenza di tutte le attività pastorali”. I membri della comunità parrocchiale – riporta l’agenzia di stampa Fides – profondamente scossi da quanto accaduto lo descrivono come “un servitore coraggioso che ha dedicato la vita ad aiutare il prossimo”. “L’omicidio – spiega Fides – si inserisce in una preoccupante scia di violenze nell’area di Matalam, sollevando forti timori tra i residenti e i volontari locali che operano sul territorio. L’area di Kidapawan e l’intera provincia di Cotabato affrontano da decenni dinamiche complesse che alimentano l'insicurezza. Di recente l’area di confine tra Matalam e Kidapawan è stata teatro di sanguinosi scontri tra fazioni armate legati proprio a faide terriere, che hanno provocato vittime e lo sfollamento di intere famiglie. Inoltre la regione ospita diversi gruppi armati legati all'insurrezione separatista islamica o comunista nel Sud delle Filippine: storicamente vi è la presenza del Moro Islamic Liberation Front (MILF) e del Moro National Liberation Front (MNLF), che hanno firmato accordi di pace con il governo, ma alcune fazioni locali rimangono coinvolte in atti di violenza. Operano nell'area anche i ribelli comunisti del NPA (New People’s Army), noti per compiere agguati o minacce”.


