Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
TERRORISMO

Sventato attentato a una base aerea. Il Regno Unito si scopre vulnerabile

Un possibile attentato islamico è stato sventato, la notte scorsa (28 settembre) alla base aerea britannica di Fairford, da dove decollano anche i bombardieri strategici statunitensi. Presunti terroristi scoperti per caso da una residente. E già liberi su cauzione. Un caso imbarazzante.

Esteri 29_09_2026
Polizia a Fairford (AP)

Un possibile attentato islamico è stato sventato, la notte scorsa (28 settembre) alla base aerea britannica di Fairford, da dove decollano anche i bombardieri strategici statunitensi. Cinque arrestati, presi quasi “con le mani nel sacco”, a un centinaio di metri dalla recinzione della pista, su segnalazione di una residente locale che li ha visti arrivare nel cuore della notte.

Nell’Operazione Epic Fury contro l’Iran, da Fairford partivano i raid dei B1 e dei B52 statunitensi. Teheran aveva minacciato rappresaglie: tutti gli aeroporti usati dalle forze aeree Usa e israeliane sarebbero diventate “bersagli legittimi”. I raid di droni contro la base britannica a Cipro, la scorsa primavera, avevano dimostrato che l’Iran non avesse troppi limiti territoriali, che poteva colpire anche oltre il Golfo. Il principale indiziato, dunque, è e resta il regime dell’ayatollah Khamenei. Anche se le indagini sono ancora agli inizi e non si conoscono movente, mandante e obiettivi dei cinque giovani, tutti cittadini britannici e residenti a Londra.

La vicenda, i cui contorni sono ancora oscuri, apre almeno tre questioni. La prima riguarda la giustizia ordinaria alle prese con il terrorismo, la seconda riguarda la sicurezza delle basi (che già sono presidiate meglio rispetto a obiettivi più “soffici” civili) dal terrorismo islamico, la terza la partecipazione britannica alla guerra del Golfo e la sua posizione scomoda di paese fra incudine e martello.

Quanto alla giustizia britannica, i cinque uomini sono stati inizialmente fermati con l'accusa di aver commesso reati ai sensi della legge sugli esplosivi, per poi essere accusati ulteriormente di preparazione di un atto terroristico. Ma sono stati rilasciati in giornata, su cauzione. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva precedentemente affermato che gli arrestati «volevano fare grossi danni», aggiungendo: «Li tenevamo d'occhio da tempo e li abbiamo presi». Parlando con i giornalisti, in conferenza stampa alla Casa Bianca, il presidente americano ha anche criticato il rilascio dei cinque da parte della magistratura britannica: «Noi non li avremmo rilasciati», ha detto.

Questioni di procedure. Secondo la giustizia britannica, in base alle leggi vigenti, è già più sicuro un presunto terrorista in libertà vigilata che non uno in galera, se le indagini nei suoi confronti possono essere lunghe. Perché i cinque uomini sono stati arrestati in base al Police and Criminal Evidence Act del 1984, che consente alle autorità di imporre severe condizioni di libertà su cauzione, come il coprifuoco, prima che vengano formulate le accuse. Ciò permette di tenere i sospettati sotto sorveglianza, anche per settimane, mentre le indagini proseguono. Al contrario, le leggi antiterrorismo del Regno Unito concedono alle autorità due settimane di tempo per trattenere un sospettato e interrogarlo. Dopodiché, le autorità devono incriminarlo o rilasciarlo senza cauzione. Sta di fatto che un sospetto terrorista in libertà vigilata, se non è uno sprovveduto ed ha realmente un appoggio dall’estero, ha molte più probabilità di fuga.

La seconda problematica riguarda la sicurezza di una base di importanza strategica. Il commando si sarebbe avvicinato, dopo mezzanotte, a bordo di tre furgoni bianchi. Per dissimulare un uso commerciale, su uno dei tre era stato dipinto un logo rosso su uno con la scritta "Fuel 2You", e un numero di cellulare ben visibile. La Bbc ha verificato e ha constatato che si trattasse di un’azienda inesistente: logo e numero inventati. I tre furgoni non sono mai stati intercettati. Sono stati visti per caso da una agricoltrice del posto che stava rientrando a casa, a tarda notte e li ha inquadrati coi suoi fari. Gli uomini del gruppo erano già scesi dai furgoni e avevano il volto coperto da passamontagna. «Quando mi hanno vista – racconta la donna - mi sono corsi davanti, alcuni nel campo e altri verso il vicino villaggio di Kempsford. A quel punto ho capito che stava succedendo qualcosa di davvero insolito». La donna ha raccontato alla Bbc di aver chiamato la polizia del Ministero della Difesa presso la base di Fairford, ma di non aver ricevuto risposta. Ha quindi chiamato il 999 (polizia) alle 01:36 ora locale e ha affermato che «nel giro di 10 minuti il ​​villaggio era pieno di poliziotti armati».

La dinamica di questo attentato sventato è fonte di profondo imbarazzo nel governo Burnham. Il ministro della Difesa britannico Wes Streeting difende il suo operato, dichiarando ai giornalisti di essere grato per il gesto della donna, ma aggiungendo che quest’ultima aveva solo «un quadro parziale della situazione». Ma perché non sono stati intercettati prima? E perché anche una residente locale ha dovuto fare così fatica prima di ottenere un intervento? Luke Pollard, ministro per gli appalti della Difesa, durante la conferenza del Partito Laburista, ha dichiarato che non sono stati investiti abbastanza nella protezione delle basi militari britanniche. Se un obiettivo militare risulta essere così vulnerabile, quanto sono esposti i cittadini britannici quando si trovano in luoghi pubblici, possibili obiettivi di attentati?

Terzo problema, ma solo se dovesse essere confermata la pista iraniana: nel conflitto del Golfo, che continua a scoppiare a intermittenza, il Regno Unito si trova nella posizione non invidiabile di essere nel mirino di Trump e degli ayatollah al tempo stesso. Il presidente Usa accusa i governi laburisti britannici Starmer e Burnham di non averlo aiutato (abbastanza) nel conflitto. Ed è sulla base di questa critica che si è “riservato il diritto” di sostenere la posizione dell’Argentina sulle isole Falkland e quella dell’Irlanda per l’eventuale riunificazione del Nord. L’Iran, dal canto suo, non ha dimenticato l’uso americano delle basi britanniche, dunque considera il territorio inglese come un bersaglio legittimo di attentati.