• EVENTI ESTREMI

Tornado negli Usa, notizie distorte in Italia

Il tornado che ha flagellato lo stato dell'Oklahoma non è affatto una novità né di una violenza record. Solo 14 anni fa la stessa cittadina di Moore fu devastata da un tornado molto più forte. E il riscaldamento globale non c'entra nulla.

Il tornado in Oklahoma

“E già venia su per le torbide onde/ un fracasso d’un suon, pien di spavento, / per cui tremavano amendue le sponde, / non altrimenti fatto che d’un vento/ impetuoso per li avversi ardori, /che fier la selva e sanz’alcun rattento / li rami schianta, abbatte e porta fori; / dinanzi polveroso va superbo, / e fa fuggir le fiere e li pastori”.

Nel IX canto dell’Inferno della “Divina Commedia” di Dante Alighieri un vento impetuoso è causato dallo scontro di “avversi ardori”; analogamente negli USA esiste una stretto “viale”, noto come “Tornado Alley”, dove frequentemente in primavera ed inizio estate ci sono le condizioni favorevoli per lo “scontrarsi” di masse d’aria di diversa origine: l’aria caldo-umida proveniente dal Golfo del Messico con quella gelida che scende dal Nord. E’ proprio qui dove è più frequente incontrare i devastanti, e talvolta mostruosi, tornado. Qui nella regione delle Grandi Pianure, tra le Montagne Rocciose e gli Appalachi, sono interamente compresi gli Stati di Oklahoma, Kansas, Arkansas, Missouri e Iowa.

La cittadina di Moore è proprio in questa aerea e già in passato è stata colpita da devastanti tornado, e a tal proposito si può leggere l’elenco dal 1890 ad oggi nel sito della NOAA. L’intensità dei fenomeni è indicata con scale diverse nel corso degli anni: l’oggettiva “Scala Fujita (F)”, basata sulla sola velocità del vento, fu introdotta tra il 1971 e 1973 riclassificando anche il periodo 1950-1972. Nel 2007 la scala fu aggiornata tenendo conto anche dei danni prodotti: da allora negli USA si usa la “Enhanced Fujita Scale (EF)”. Per farsi un’idea del trend dei tornado e poter leggere l’elenco dei dieci tornado che nella storia hanno causato più vittime esiste una specifica pagina del “NOAA National Climatic Data Center”. I tre tornado più catastrofici sono finora quelli avvenuti il 18 marzo 1925 (695 morti), 6 maggio 1840 (317 morti) e 27 maggio 1896 (255 morti).

Dopo il disastroso tornado del 3 maggio 1999, quando Moore fu messa in ginocchio da un tornado di categoria EF5 “catastrofica”, che soffio’ per 21 ore con un picco di addirittura 318 miglia orarie provocando 36 morti, il 20 maggio la stessa cittadina è stata colpita da un analogo fenomeno la cui intensità è stata stimata preliminarmente come categoria EF4, con venti a quasi 200 miglia che ha causato almeno 24 vittime e molti danni; tragicamente il tornado ha colpito una scuola uccidendo e ferendo numerosi bambini. 

Obama ha detto che quello di Oklahoma City "è stato uno dei tornado più distruttivi della storia", qualche esperto italiano addirittura ha affermato che “potrebbe essere il peggior tornado della storia statunitense”. In generale i fenomeni naturali sono catastrofici sia per la loro intensità sia a causa di quello che incontrano lungo il loro percorso, quindi è inevitabile che, con l’aumentare della densità e del benessere della popolazione, pure nel caso in cui mantenessero la stessa intensità e frequenza, la loro capacità devastatrice è destinata a crescere. In particolare, però, il recente tornado di Moore, pur essendo stato certamente molto intenso e responsabile di molte vittime ed enormi danni, è un evento non da record, anche se fortunatamente non frequente.

Qualche esperto televisivo ha messo in relazione il singolo evento di Moore con i famigerati “cambiamenti climatici”: risponde al quesito la stessa NOAA, che nega qualsiasi rapporto di causa-effetto. Si potrebbe anche notare che, pur non facendo notizia, fino a pochi giorni fa eravamo al minimo storico di tornado negli ultimi 12 mesi dal 1954.

In Italia, anche se molto più raramente di quanto accade negli USA, sono possibili eventi estremi del tipo tornado, ciò accadeva anche in antichità come descritto ad esempio sia da Plinio sia da Seneca. Tali fenomeni avvengono spesso nella forma di trombe d’aria, in passato note anche con i nomi di “turbine”, “vortice”, "sifone" o “bufera”, come quelli accaduti in Puglia ad Oria del 21 settembre 1897 (55 morti e più di 250 feriti) oppure a Diso ed Otranto (35 morti e 65 feriti). Il nome più curioso del “turbine” utilizzato in Italia credo sia  “bisciabuova”, come quella avvenuta nel 29 luglio 1686 che flagellò i territori di Mantova, Padova e Verona e fu studiata da Geminiano Montanari.

Storicamente spesso la Madonna era invocata dalla popolazione durante questi eventi estremi, la devozione è ancora viva in alcune località, ad esempio per la “Madonna dell’Uragano” a Cocumola e Diso (provincia di Lecce),  la “Madonna del Cattivo Tempo” a Martano (provincia di Lecce). La più conosciuta però forse rimane la “Madonna di Bonaria” di Cagliari, grazie alla storicamente quale la tempesta si placò ed è tuttora venerata come la Madonna del “buon vento” che guida i naviganti alla meta. Molti luoghi del Sud America  traggono il loro nome dalla Vergine della “buona aria”, come la capitale argentina Buenos Aires. Papa Francesco farà visita al suo Santuario nel mese di settembre.

Rimane da domandarsi, come accade troppo spesso nei talk show, se c’è un legame tra le stranezze primaverili del 2013, i tornado USA ed il “global warming”. Forse basta ricordare che nel giugno 1491 e nel giugno 1793 ci furono due eventi memorabili con nevicate fino in pianura Padana. Il 1 giugno 1491  nevicò a Bologna, secondo le cronache caddero circa 40 cm di neve, anche se è verosimile che in gran parte possa essersi trattato di grandine. Il 4 giugno toccò a Ferrara e in quei giorni al mattino vi furono gelate e brinate (approfondisci qui). Il 1 Giugno 1793 la neve cadde a Padova, e fu seguita da 4 giorni di gelo e brinate mattutine. Più recentemente, la famosa tappa del Giro d'Italia dell'8 Giugno 1956 entrò nella storia per la vittoria di Charlie Gaul sul Monte Bondone sotto una sorprendente fitta nevicata, mentre l’intero Nord Italia era sotto l’influenza di una discesa fredda. All’epoca a cosa erano dovute tali stranezze del tempo?

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