Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
Santi Cirillo e Metodio a cura di Ermes Dovico
Borgo Pio
a cura di Stefano Chiappalone

chirografo

Soppresso il Pontificio Comitato per la Giornata Mondiale dei Bambini

Cessa di esistere l'ente voluto da papa Francesco nel novembre 2024. Le materie di competenza passano al Dicastero per i Laici, al cui interno l'estinto Comitato era già stato collocato in agosto per volontà di Leone XIV.

Borgo Pio 14_02_2026
CARLO LANNUTTI - imagoeconomica

Istituito a novembre 2024 con un prolisso chirografo di papa Francesco, dopo poco più di un anno il Pontificio Comitato per la Giornata Mondiale dei Bambini viene soppresso con chirografo ben più sintetico di Leone XIV.

Datato 12 febbraio, il documento esordisce richiamando «la sollecitudine del mio predecessore, Papa Francesco, perché la Chiesa ponga attenzione ai bambini anche mediante l’istituzione di una giornata loro dedicata», ma senza che ciò implichi l'esistenza di un apposito Comitato che – «al fine di favorire ulteriormente le sinergie ed un lavoro più efficace per la realizzazione di questa nobile iniziativa» – cessa di esistere. Sono di conseguenza «abrogati il Chirografo istitutivo e il relativo Statuto», così come «eventuali atti e regolamenti finora adottati dal Pontificio Comitato che cessano di avere effetti giuridici nell’ordinamento canonico e in quello civile». Presidente, vicepresidente e altri membri cessano immediatamente dall'incarico, mentre le materie di competenza passano al Dicastero per i Laici, al cui interno l'estinto Comitato era già stato collocato, sempre per volontà di Leone XIV, con un rescritto del 9 agosto 2025.

La breve esistenza del fu Pontificio Comitato per la Giornata Mondiale dei Bambini ricorda l'abolizione del settore Centro della diocesi capitolina, cancellato da un motu proprio di Francesco a novembre 2024 e riportato "in vita" da un motu proprio di Leone un anno dopo. Prevost predilige i piccoli passi alle brusche correzioni, ma in certi casi vale anche per lui l'adagio "Un Papa bolla e l'altro sbolla". Anche quando a venir "sbollate" sono le decisioni del pur amato predecessore.