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Siro-cattolici, l'assist del Papa per rimuovere il patriarca

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Primi effetti del motu proprio Mutua Concordia sulle Chiese orientali nel braccio di ferro tra Ignace Youssif III Younan e i suoi vescovi che grazie alle facoltà concesse da Leone XIV convocano un sinodo per mandarlo a casa. Lo "sfiduciato" ribatte convocandone un altro, una mossa tardiva che difficilmente gli eviterà la deposizione.

Ecclesia 15_09_2026

Sono bastate due settimane al motu proprio Mutua Concordia per provocare reazioni. Come avevamo spiegato, la mossa del Papa per le Chiese orientali interessa soprattutto al patriarcato siro-cattolico di Antiochia, che ha sede in Libano. Al suo interno, infatti, si sta combattendo da tempo un braccio di ferro tra il patriarca Ignace Youssif III Younan (con Leone XIV nella foto di LaPresse, ndr) e il sinodo dei vescovi. La Santa Sede è spettatrice interessata, come si è visto dalla pubblicazione del documento papale che introduce la possibilità di rimuovere un patriarca orientale con la maggioranza dei 2/3.

Dopo l'intervento vaticano la bomba siro-cattolica non ha tardato a scoppiare: siamo in grado di rivelarvi, infatti, che venerdì 4 settembre è stato il vescovo più anziano per ordinazione episcopale ad appellarsi alla nuova norma del Codex Canonum Ecclesiarum Orientalium per convocare il sinodo. Una possibilità che Leone XIV gli ha concesso «qualora il patriarca ometta di adempiere agli obblighi». L'intenzione della maggioranza dei vescovi è chiara: avvalersi della facoltà di rimuovere l'ormai sfiduciato Younan. Per quanto segreto sarà il voto, il responso delle urne appare scontato ma almeno il patriarca avrà la possibilità di difendersi davanti al sinodo. Poi toccherà al Papa confermare o meno la rimozione. Se la mossa dei vescovi – che da tre anni chiedevano inutilmente al patriarca la convocazione del sinodo – non sorprende, ad aver lasciato di stucco il Dicastero per le Chiese orientali è stata la reazione dello "sfiduciato".

Come abbiamo appreso da fonti vaticane, infatti, Younan ha a sua volta mandato la convocazione per il sinodo poche ore dopo la lettera spedita dal vescovo più anziano. A differenziare le due convocazioni, però, è la data in cui si dovrebbe tenere la riunione: il vescovo anziano aveva indicato fine settembre, mentre il patriarca ha inserito novembre. Insomma, è come se Younan volesse prendere ulteriore tempo dopo quello "strappato" al Papa con la richiesta di una proroga che gli era stata concessa solo parzialmente. E soprattutto pare ostinarsi a non voler riconoscere le novità giuridiche introdotte da Leone XIV con Mutua Concordia e che mettono la maggioranza dei vescovi di un sinodo nella condizione di poter rimuovere il loro patriarca in casi straordinari. Un potere che comunque ha già le sue origini nella storia delle Chiese orientali, quindi non una concessione del tutto inedita. A Roma quella di Younan è sembrata la mossa della disperazione perché ora gli altri vescovi dispongono degli strumenti normativi per mandarlo a casa dopo anni di logorante contrapposizione.

Gli altri patriarchi cattolici orientali guardano con interesse a quella che potrebbe essere la prima applicazione delle nuove norme del Codex Canonum Ecclesiarum Orientalium e forse cominciano a pensare che non sia il caso di legare il proprio destino a quello di Younan. La Santa Sede si è fatta un'idea precisa della situazione e lo ha dimostrato introducendo Mutua Concordia.

Ora lo scenario è incerto: ci saranno due sinodi nel giro di pochi mesi quando – con l'eccezione di quello romano del 2025 – non ne venivano più fatti da tre anni? Che farà il patriarca a settembre: batterà in ritirata e cercherà la riconciliazione con i vescovi che lo hanno messo in minoranza? Una mossa che poi gli permetterebbe di continuare a trattare gli affari della Chiesa nel sinodo da lui convocato a novembre. Ma i vescovi si fiderebbero di un cambio di linea dopo che lo scontro è arrivato a questo punto? Dopo l'entrata in vigore di Mutua Concordia non è da escludere che a capo della Chiesa siro-cattolica di Antiochia possa essere eletto un nuovo patriarca.



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