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Le opere

San Giovanni Bosco, scrittore prolifico al servizio di Dio

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Da Cenni storici sulla vita del chierico Luigi Comollo a Storia Ecclesiastica, da Rapimento di Pio VI a Il sistema metrico decimale: sono tanti gli scritti del fondatore dei salesiani, grande apostolo della buona stampa.

Ecclesia 31_01_2026

Don Giovanni Bosco (1815-1888), santo e apostolo della buona stampa. Scrittura e studio della Scrittura, impegno per l’educazione dei giovani: questi i capisaldi su cui la sua vita terrena si è fondata. Prolifico autore di testi che non perdono mai smalto, sempre attuali. E non sono certo pochi. Ma oltre alla sua opera letteraria, bisogna ricordare tutta quella stampa che è riuscito a far produrre. Si pensi a certe iniziative editoriali che hanno conosciuto un grande favore di pubblico come Letture Cattoliche, Biblioteca della Gioventù Italiana, Selecta ex Latinis Scriptoribus e, ancora, Latini Christiani Scriptores. E come dimenticare il più che noto (e ancora pubblicato) Bollettino Salesiano?

Ma andiamo all’ampio catalogo di opere scritte dallo stesso santo. La prima opera che è necessario ricordare è un opuscolo del 1844 dal titolo Cenni storici sulla vita del chierico Luigi Comollo. L’autore si firma come «suo collega»: «Siccome l'esempio delle azioni virtuose vale assai più di un qualunque elegante discorso, così non sarà fuor di ragione, che a voi si presenti un cenno storico sulla vita di colui, il quale essendo visuto nello stesso luogo, e sotto la medesima disciplina che voi vivete, vi può servire di vero modello perché possiate rendervi degni del fine sublime a cui aspirate, e riuscire poi un dì ottimi leviti nella vigna del Signore». In queste righe si comprende fin da subito l’intento dell’illustre autore: la vita del chierico Luigi Comollo deve essere d’esempio per il lettore.

L’anno seguente è la volta di Storia Ecclesiastica. L’autore, nel suo incipit, così scrive: «Dedicatomi da più anni all'istruzione della gioventù, bramoso di porgere alla medesima tutte quelle più utili cognizioni, che per me fosse possibile, feci ricerca d'un breve corso di Storia Sacra principalmente, ed Ecclesiastica, che fosse alla sua capacità adattato. Lessi quelle spettanti al vecchio e nuovo Testamento, le quali già corrono con gran vantaggio per le mani dei giovanetti, e ne rimasi pienamente soddisfatto. Venuto poi alla Storia ecclesiastica non potei essere appagato». Le pagine sono ricche di storia: si passa così Dalla nascita di Gesù Cristo fino alla condanna dell'Arianesimo l'anno di G. Cristo 325 (questo il titolo di uno dei primi capitoli) alla Condanna dell'Arianesimo nel Concilio Niceno 325, sino origine del Maomettismo nel 622, per poi passare alla Celebrazione del quarto concilio di Laterano e duodecimo Ecumenico nel 1215, sino ai principi di Lutero nel 1517 fino a giungere al Rapimento di Pio VI nel 1798 fino ai tempi presenti (cioè al 1885).

Il testo più significativo di questi primi anni di produzione è certamente Il giovane provveduto del 1847. Bosco delinea le “caratteristiche” di un giovane che si prefigge di seguire una buona vita cristiana: «Due sono gl’inganni principali, con cui il demonio suole allontanare i giovani dalla virtù. Il primo è far loro venir in mente che il servire al Signore consista in una vita malinconica e lontana da ogni divertimento e piacere. Non è cosi, giovani cari. Io voglio insegnarvi un metodo di vita cristiano, che sia nel tempo stesso allegro e contento, additandovi quali siano i veri divertimenti e i veri piaceri». E continua, poi: «L’altro inganno è la speranza di una lunga vita colla comodità di convertirsi nella vecchiaia ed in punto di morte. Badate bene, miei figliuoli, molti furono in simile guisa ingannati. Chi ci assicura di venir vecchi? Uopo sarebbe patteggiare colla morte che ci aspetti fino a quel tempo, ma vita e morte sono nelle mani del Signore, il quale può disporne come a lui piace». Assai interessante il testo, in quanto troviamo quella che divenne per i giovani di don Bosco una “peculiarità” spirituale: quella dell’allegria nel servire Dio.

Testi spirituali, pedagogici, di formazione alla vita buona del Vangelo. Ma non solo. C’è anche spazio per altre discipline. E ciò colpisce molto anche perché di solito il nome del santo è legato principalmente alla formazione spirituale dei giovani. Ma fra il catalogo librario spicca anche Il sistema metrico decimale ridotto a semplicità preceduto dalle quattro prime operazioni dell’aritmetica ad uso degli artigiani e della gente di campagna (1849). In questo testo, prova di quanto sia stata a cuore al santo la preparazione dei giovani e di tutte le persone bisognose che non potevano permettersi un’istruzione, troviamo al suo inizio un interessantissimo dialogo immaginario fra due persone. Un dialogo che tanto ricorda lo stile che sant’Agostino utilizza in molte delle sue opere. Don Bosco alterna domanda e risposta: «Che cosa è l'aritmetica? L'aritmetica è la scienza de' numeri». E ancora: «Che vuol dire numero? Numero vuol dire unione di più unità». E poi: «Che vuol dire unità? Unità vuol dire una cosa sola o considerata come sola, p. e. un libro, un calamajo, un bicchiere, una tavola ecc». Frasi elementari, comprensibili per tutti, per spiegare la scienza dei numeri.

Poco conosciute le biografie di alcuni pontefici che don Bosco ha scritto. Fra queste biografie ricordiamo quelle di san Lino, san Cleto, san Clemente, sant’Aniceto, san Sotero, sant’Eleuterio, san Vittore e san Zeffirino. Ma l’elenco è ancora più ampio: Vita del Sommo Pontefice San Urbano I, Vita dei Sommi Pontefici S. Ponziano, S. Antero e S. Fabiano. Solo per citarne alcuni. Tutti testi scritti tra il 1857 e il 1859.

Scorrendo i vari titoli delle opere di san Giovanni Bosco si rimane colpiti dalla varietà e vastità dei temi trattati. Immancabili i volumi dedicati a Maria Ausiliatrice o comunque dedicati, in generale, alla Vergine: pagine che oscillano tra la devozione popolare e una teologia “per tutti”. Addirittura il catalogo annovera anche testi letterari come la Novella amena di un vecchio soldato di Napoleone I (1862). Certamente una domanda nasce spontanea una volta passati in rassegna i volumi scritti dal santo: come ha potuto avere il tempo di redigere così tanti libri quando comunque le sue giornate erano occupate tra l’oratorio, le varie fondazioni delle case dei salesiani, le numerose conferenze spirituali che tenne in vita? Una sola risposta è possibile: solamente grazie alla sua profonda amicizia con il Signore.