Rubato il tabernacolo in una cappella romana
Il tabernacolo che contiene delle ostie consacrate è stato divelto e portato via insieme alle offerte dei fedeli
Il tabernacolo della cappella dell’Aurelia Hospital di Roma, una casa di cura polispecialistica, è stato rubato. A scoprire il furto è stato il cappellano ospedaliero la mattina del 16 giugno. Il tabernacolo è pesante ed era ancorato a un piedistallo dal quale è stato divelto. Contiene delle particole consacrate. Inoltre i ladri hanno rubato anche le offerte contenute nei candelieri votivi. Il cardinale vicario della diocesi di Roma, Baldassare Reina, il 19 giugno ha espresso profondo dolore per il grave episodio in una lettera. “Non siamo dinanzi soltanto a un furto commesso in un luogo sacro – vi si legge – ma a un atto sacrilego che offende il Signore presente nel Santissimo Sacramento dell’Eucarestia e ferisce profondamente la fede del popolo cristiano”. “Il dolore – prosegue la lettera – è reso ancora più acuto dal fatto che tale sacrilegio sia avvenuto in una cappella ospedaliera, luogo nel quale molti malati, familiari, medici, infermieri e operatori sanitari trovano consolazione, silenzio, preghiera e speranza. A questa comunità desidero esprimere la vicinanza affettuosa della Chiesa di Roma”. Il Vicario ha un pensiero anche per chi ha commesso il sacrilegio: “senza attenuare in nulla la gravità del gesto – scrive – chiediamo che il Signore tocchi il suo cuore, perché possa riconoscere il male commesso, pentirsi sinceramente, intraprendere un cammino di conversione e compiere quanto è necessario per riparare l’offesa arrecata a Dio e alla comunità ecclesiale”. Il cardinale Reina spiega poi: “dinnanzi a un fatto così grave non possiamo limitarci allo sdegno. Come popolo di Dio siamo chiamati anzitutto alla preghiera e alla riparazione. Ogni offesa arrecata all’Eucaristia ci chiede di rinnovare la nostra fede nella presenza reale del Signore, di purificare il nostro modo di celebrare e adorare, di custodire con maggiore vigilanza e amore i luoghi santi e di lasciarci ricondurre al centro della nostra vita cristiana: Gesù Cristo, vivo e presente nel Sacramento dell’altare”. Auspica pertanto che durante la settimana ogni comunità celebri un’ora di Adorazione Eucaristica e chiede che in tutte le parrocchie, rettorie e comunità della diocesi di Roma, durante le messe di domenica 21 giugno si viva un momento di preghiera e riparazione per il sacrilegio commesso inserendo una particolare intenzione nella preghiera dei fedeli. Infine chiede che prima della benedizione finale si reciti una preghiera di riparazione della quale al termine della lettera è riportato il testo: “Signore Gesù Cristo, presente nel Santissimo Sacramento dell’altare, con fede viva adoriamo la tua presenza eucaristica e ti chiediamo perdono per ogni offesa arrecata. Sii misericordioso con il tuo popolo, o Signore, perdona tutti i nostri peccati e nella tua bontà converti i cuori di coloro che, con parole e gesti,
offendono il tuo Santissimo Corpo. Rafforza in tutti noi l’amore per l’Eucaristia, Pane della vita eterna,
perché, celebrando sempre il mistero della nostra salvezza, diventiamo partecipi della redenzione eterna
che tu ci hai acquistato con la tua Pasqua. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen”.
