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POLEMICA A PRAGA

Rep. Ceca, una formazione insolitamente conservatrice ai Diritti Umani

L'organo consultivo del governo per la difesa dei Diritti Umani, dal 30 settembre ha rinnovato la sua formazione. Include anche membri conservatori, fra cui un avvocato cattolico Jakub Kříž attaccato perché è dell'Opus Dei e difende la famiglia naturale. 

Famiglia 02_10_2026
Praga

Un cattolico conservatore, un attivista contro la transizione e un’ex modella. Ecco alcuni dei sette nuovi membri del Consiglio per i diritti umani del governo della Repubblica ceca che negli ultimi giorni hanno attirato le critiche della sinistra e dei progressisti. Il Consiglio si è riunito il 30 settembre, con la nuova composizione, per la prima volta.

Varie testate e attivisti progressisti hanno messo in guardia contro le nomine, temendo un indebolimento delle competenze del comitato consultivo, come anche possibili restrizioni ai diritti già consolidati. È una "parodia”, sono "personaggi assurdi," hanno scritto alcuni commentatori.

Il principale bersaglio delle critiche è Jakub Kříž, un avvocato, un insegnante alla Facoltà cattolica dell’Università di Carlo a Praga e un collaboratore con il movimento pro-vita nella Repubblica ceca. Quello che suscita opposizione e preoccupazione, però, è che è un "cattolico" e "membro dell’ Opus Dei conservatore," che si oppone alla "parità dei diritti per le persone queer, auspica un divieto totale dell'aborto e rifiuta il divieto di punizioni corporali sui bambini." Ha inoltre sostenuto, secondo i critici, la priorità del segreto confessionale rispetto all'obbligo di denunciare abusi o stupri.

«Stiamo assistendo alla nomina di un importante organo consultivo governativo da parte di persone il cui passato pubblico solleva seri interrogativi sui diritti delle donne, delle persone LGBTQ+ e di altre minoranze», ha detto un funzionario di Amnesty International della Repubblica ceca. L'organizzazione internazionale si preoccupa del percorso della «erosione degli standard dei diritti umani, in cui la tutela dei diritti si deteriora, non a causa di una decisione drastica, ma attraverso una serie di passi graduali».

Gli esperti e gli attivisti di genere «stanno scatenando un panico morale perché hanno perso il monopolio sull'interpretazione del mondo in seno al Consiglio», ha reagito Jakub Kříž esclusivamente per La Nuova Bussola Quotidiana. Secondo lui, il Consiglio sarà ricomposto in modo «più pluralistico, e quindi include anche una persona che ritiene che il matrimonio sia un'unione tra un uomo e una donna».

Per lo più, Kříž si autodefinisce «un laico normale con famiglia e figli, che non ricopre alcuna carica formale nella Chiesa o nell'Opus Dei». Ha scritto libri sui diritti umani, ha difeso i suoi clienti davanti alla Corte costituzionale ceca e un cliente davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo a Strasburgo. «Probabilmente sono la prima persona dopo il novembre del 1989 (cioè la Rivoluzione di velluto contro il regime comunista in Cecoslovacchia), le cui convinzioni religiose vengono discusse pubblicamente a causa dello svolgimento di una funzione pubblica», ha proseguito Jakub Kříž nel suo commento per La Nuova Bussola Quotidiana.

Un caso simile scoppiò nel 2010 quando il primo ministro Petr Nečas nominò un commentatore politico e conservatore cattolico di destra Roman Joch di origine slovacca come il suo consigliere per i diritti umani. La sinistra organizzò la protesta avvertendo delle “opinioni controverse” di Joch che «sono al limite della xenofobia e dell'omofobia».

Un'altra persona non grata per i progressisti recentemente nominata al consiglio è Daniel Black, un sostenitore del divieto degli interventi chirurgici di cambio di sesso, le cosiddette transizioni. Lui stesso aveva subito questa pratica. Poi ha fondato e presiede un'associazione contro le transizioni chiamata Based Initiative. Per gli attivisti progressisti, Daniel Black non ha “alcuna qualifica,“ è «un parrucchiere, divulgatore di contenuti d'odio e transfobici, nonché fondatore di un'organizzazione no-profit che mira a vietare le transizioni di genere anche per gli adulti».

Il terzo nuovo membro del consiglio è Taťána Kuchařová di origine slovacca, una ex modella che in rappresentanza della Repubblica ceca aveva vinto il concorso Miss World 20 anni fa. Neanche lei ha le competenze per essere al consiglio, insistono i critici. Taťána Kuchařová, però, aveva costituito la Fondazione Krása pomoci (La Bellezza dell’aiuto), che assiste gli anziani e si occupa delle problematiche legate all'invecchiamento della popolazione e alle relazioni intergenerazionali, ed è probabilmente per questo motivo che è stata scelta dal governo per il nuovo incarico.

Il Consiglio per i diritti umani del governo della Repubblica ceca aveva suscitato polemiche già un paio di mesi fa. Una sua parte l’aveva lasciato citando la mancata consultazione, indebolita indipendenza e visione differente sulla gestione dei diritti umani rispetto al governo di Andrej Babiš in carica dalla fine del 2025.

La coalizione di Andrej Babiš, il primo ministro di origine slovacca, è composta dal suo partito pragmatista populista, poi da un altro nazionalista populista e, infine, dal terzo liberale conservatore. L’organo consultivo del governo consiglia sulla tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali. È composto da più di 30 membri.