Reciprocità che manca: preghiera a scuola consentita solo ai musulmani
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Il principio di reciprocità non viene fatto più valere nel diritto internazionale. Ma nemmeno in casa nostra. In una scuola di Firenze ai musulmani consentono di pregare in un'aula apposita. Ai cattolici fiorentini, nemmeno un crocifisso.
Fino a qualche anno fa, di fronte alle pressanti richieste dei musulmani immigrati in Italia, interessati alla costruzione o all’utilizzo di spazi da adibire a luoghi di culto, si chiamava in causa il principio di reciprocità religiosa. Lo faceva il Vaticano, lo facevano singoli cittadini o associazioni, lamentando apertamente il trattamento infame generalmente riservato ai nostri fratelli cristiani presenti in paesi islamici.
Detto principio, considerato non a torto come un'estensione del diritto internazionale, richiede che la libertà di culto e il trattamento dei fedeli e degli enti religiosi stranieri siano concessi a condizione di parità e trattamento reciproco tra Stati. Oggi, purtroppo, non se ne sente più parlare, ma vale ancora e dovrebbe essere più che mai un tema centrale, dato che è oggetto di abnormi asimmetrie applicative.
Perché non si invoca più questo sacrosanto principio? Forse perché si è capito che con i musulmani non c’è niente da fare dato che non si ragiona? Oppure perché non interessa più, visto che la fede cristiana-cattolica nei paesi occidentali e nel nostro paese è ormai considerata la Cenerentola dei diritti?
Risultato è che tanti nostri fratelli cristiani continuano ad essere vessati, quando non apertamente perseguitati fino ad essere uccisi, nei paesi a maggioranza islamica. Ma questo, tutto sommato, non è una novità e si capisce che è del tutto in linea con la fede musulmana, che ha come sua mission la sottomissione; quello che invece fa davvero saltare sulla sedia è il fatto che il principio di reciprocità a favore dei cattolici non è tenuto in considerazione nemmeno a casa nostra.
Ultimo esempio (fra i tanti, purtroppo) in questa direzione è quanto accaduto nei giorni scorsi nella scuola di Firenze “Sassetti – Peruzzi”: su richiesta degli alunni musulmani che frequentano l'istituto, è stato individuato e concesso dalla dirigenza scolastica uno spazio nel quale gli studenti di religione islamica possono pregare durante l'orario scolastico. Semplice, no? Basta chiedere, e in nome della inclusione, della tolleranza, del pluralismo, si ottiene tutto…
Ma cosa sarebbe accaduto se, per esempio, un gruppo di studenti cattolici avesse chiesto uno spazio per ritrovarsi alle ore 12,00 per recitare la preghiera dell’Angelus, come hanno fatto per secoli i nostri progenitori interrompendo per un minuto, al suono della campana del paese, ogni attività in corso? Oppure se chiedessero un locale per recitare le Lodi prima dell’inizio delle lezioni?
A questo punto, invitiamo gli studenti cattolici praticanti dell’Istituto “Sassetti – Peruzzi” a farsi avanti e chiedere uno spazio analogo a quello dei colleghi musulmani. Poi vediamo cosa succede.
Vale la pena di ricordare, infatti, che proprio la maggioranza di centrosinistra che governa il capoluogo della Toscana, pochi giorni fa si è espressa negativamente alla richiesta di posizionare un piccolo crocifisso nelle aule delle scuole del territorio. E che gli anni passati sono comunque costellati, nel nostro amato paese ex cattolico, di rifiuti da parte dei Dirigenti scolastici a far entrare nella scuola un sacerdote per le benedizioni pasquali o alla celebrazione di una Messa (a libera partecipazione) di inizio anno scolastico. Il tutto in nome della “laicità” della scuola, “poiché –dicono- tale principio dello Stato e della scuola pubblica italiana impone che gli atti di culto non si svolgano durante le ore di lezione”.
Evidentemente la preghiera degli studenti musulmani in orario scolastico e in uno spazio interno all’istituto non è un atto di culto, ma è attività didattica! Oppure si applicano due pesi e due misure? O, forse, il problema è che per i nostri illuminati amministratori i cattolici e la Chiesa in Italia non hanno nemmeno più un peso e il peso ce l’hanno solo i musulmani? A voi la risposta.

