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Il tema

Quattro recenti contraddizioni del liberalismo

La nascita di un pensiero antiliberale negli Stati Uniti, la crisi della socialdemocrazia, la gestione del Covid-19, la “libertà limitata”. Danilo Castellano, nell'ultimo numero di Verbo, evidenzia quattro contraddizioni del sistema liberale.

Dottrina sociale 19_05_2026

Nell’ultimo numero della rivista di Madrid, Verbo, Danilo Castellano segnala quattro recenti contraddizioni del sistema liberale [La necesaria superación del liberalismo para el gobierno de las sociedades, n. 643-644, pp. 365-376].

La prima è la nascita di un pensiero antiliberale negli Stati Uniti, come nel caso del libro di Patrick J. Deneen, Why Liberalism Failed. Contemporaneamente, però, gli agricoltori americani chiedono maggiori sovvenzioni agli Stati come accade in Europa con la Politica Agricola Comunitaria. Da un lato l’America parla di fine del liberalismo e dall’altro invoca dallo Stato la sua protezione.

La seconda è la crisi della socialdemocrazia. Essa consiste da un lato nella domanda generalizzata al potere pubblico di servizi considerati essenziali per la libertà individuale, e dall’altro, data l’insostenibilità economica di questo sistema, si torna al privato, ma non in senso strettamente liberale, bensì tramite un patto con il pubblico: il privato viene aiutato con sovvenzioni pubbliche. Il liberalismo, però, si fondava sulla contrapposizione pubblico/privato.

La terza è rappresentata dalla pandemia di Covid-19, durante la quale sono state poste limitazioni o addirittura la sospensione di diritti liberali costituzionalmente garantiti e le corti costituzionali si sono pronunciate a favore. Tutto questo è contrario al costituzionalismo liberale.

La quarta è la frequente manifestazione di una specie di “libertà limitata”. Come evidenziato di recente nel caso della Romania, l’esito di consultazioni elettorali viene accettato e legittimato solo se conforme agli orientamenti degli organismi superiori, in questo caso l’Unione Europea. La sovranità popolare è un principio indiscusso del liberalismo che però viene limitato proprio per difendere il liberalismo, le cui sorti sono fatte coincidere con quelle dell’UE.

Queste contraddizioni, secondo Castellano, sono inevitabili perché derivano dalla natura stessa del liberalismo. Esso, infatti, odia lo Stato e nello stesso tempo ne ha bisogno. Vorrebbe uno Stato minimo ma intanto non può rinunciarvi. Per il pensiero liberale l’uomo nello stato di natura gode della massima libertà. In questo modo però egli entra in conflitto con gli altri individui, per cui crea lo Stato affinché stabilisca i limiti dell’esercizio pubblico della libertà e sia garanzia dell’assoluta libertà in ambito privato. Da questo punto di partenza si spiegano le quattro contraddizioni elencate sopra.

Stefano Fontana