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Un modo improprio

Quando il fine non giustifica i mezzi

Il segretario del vescovo di Aosta pubblica una immagine in cui si vedono delle bandiere del Pride assemblate a formare una svastica. Un'immagine impropria.

Gender Watch 01_10_2026

Sabato 28 settembre ad Aosta si è svolto il Pride, perché ormai il mese del Pride, che cade a giugno, dura tutto l’anno. Gilbert Turcotti, segretario del vescovo di Aosta Franco Lovignana, pubblica sul suo stato di Whatsapp una immagine che ritrae quattro bandiere del Pride assemblate in modo tale da riprodurre una svastica. Sotto il commento di Turcotti: «Questioni di prospettive».

Il vescovo in una nota ha preso giustamente le distanze dal suo segretario: «la posizione della diocesi su qualsiasi avvenimento, situazione o argomento viene sempre ed esclusivamente espressa attraverso i canali ufficiali. […] Ogni altra presa di posizione, da chiunque espressa, riveste il carattere di parere personale di chi la esprime».

Turcotti ha usato un mezzo improprio per un fine, noi crediamo, buono. L’attivismo omosessuale non si può paragonare al nazismo: ecco perché il mezzo è improprio. L’unica analogia sta nel fatto che, con tutte le evidenti differenze del caso, sia nazismo che omosessualismo/transessualismo sono ideologie, ma due ideologie radicalmente differenti. Il segretario quindi ha impropriamente sovrapposto due realtà la cui natura è assolutamente diversa al fine di denunciare, noi crediamo, un fenomeno che ha profili ideologici.  

Sulle modalità di combattere l’avversario ci viene in soccorso San Pietro: siate «pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto» (1 Pietro 3,15).