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Corte Costituzionale

Polonia, no alla trascrizione di "nozze" gay

Secondo la Corte costituzionale polacca sono incostituzionali le trascrizioni dei “matrimoni” omosex celebrati all’estero. Il Governo non ci sta.

Gender Watch 01_08_2026

Secondo la Corte costituzionale polacca sono incostituzionali le trascrizioni dei “matrimoni” omosex celebrati all’estero. Così nel comunicato ufficiale: «Il Regolamento del Ministro della Digitalizzazione del 22 maggio 2026 che modifica il regolamento relativo ai modelli di documenti rilasciati nell'ambito della registrazione dello stato civile (Gazzetta ufficiale, voce 667), nella parte in cui negli allegati dal n. 1 al n. 6 introduce modelli di documenti destinati alla redazione e al rilascio di copie degli atti di matrimonio e di certificati relativi a unioni contratte all’estero che non costituiscono un’unione tra una donna e un uomo, è contrario all’art. 92, comma 1, in relazione all’art. 18 della Costituzione della Repubblica di Polonia».

Il ministro per le pari opportunità Katarzyna Kotula critica la sentenza: «Quasi 200 cittadini polacchi hanno già ottenuto la trascrizione del loro atto di matrimonio straniero – ha dichiarato –  Si tratta di coppie dello stesso sesso, i cui matrimoni sono già oggi riconosciuti in Polonia». Ed ha aggiunto: «Il 23 agosto entrerà in vigore il regolamento del ministro della Digitalizzazione, il vicepremier Krzysztof Gawkowski, sulla trascrizione degli atti di matrimonio esteri nel sistema polacco. Lo Stato opera e protegge i propri cittadini, a prescindere dai comunicati che arrivano da un Tribunale costituzionale politicizzato».

Si configura quindi una sorta di guerra civile istituzionale dove la Corte costituzionale dice una cosa e il governo ne fa un’altra. Vedremo come andrà a finire.