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Codice deontologico

Periti agrari: No all'"omofobia"

L’Ordine dei periti agrari ha inserito nel proprio codice deontologico il contrasto all’"omofobia". Sostanzialmente un piccolo DDL Zan.

Gender Watch 29_11_2025

L’Ordine dei periti agrari ha inserito nel proprio codice deontologico il contrasto all’"omofobia". Possiamo leggere nel comunicato stampa dell’Ordine del 24 novembre scorso quanto segue: «Il Collegio Nazionale dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati (CNPAPAL) ha approvato il nuovo Codice Deontologico introducendo, primo Ordine professionale in Italia, norme vincolanti contro molestie nei luoghi di lavoro, discriminazioni e atti omofobici. […] Le nuove disposizioni prevedono l’obbligo per i Periti Agrari e Periti Agrari Laureati di riconoscere e segnalare comportamenti vessatori. […] Il Codice recepisce inoltre le normative europee e nazionali contro le discriminazioni e introduce, per la prima volta in modo esplicito, il divieto di condotte omofobiche, con sanzioni disciplinari severe. “Siamo il primo Ordine professionale italiano a inserire in modo chiaro e obbligatorio la tutela da molestie, discriminazioni e omofobia”, afferma il presidente del CNPAPAL Mario Braga. […] Il Codice, […] è stato trasmesso al Ministero della Giustizia, organo vigilante del Collegio, e diventerà vincolante per tutti gli iscritti».

Dunque l’Ordine legittima la delazione tra colleghi con tutte le conseguenze prevedibili e possibili. Se un perito si permetterà di criticare non la condotta omosessuale di un suo collega o di un utente o di un cliente – che tra l’altro sarebbe cosa lecita se compiuta nel rispetto delle dignità della persona – bensì l’omosessualità in sé, questi potrà essere segnalato all’Ordine e subire pene disciplinari severe. Sostanzialmente questo nuovo Codice deontologico è diventato un piccolo Ddl Zan contro la libertà di pensiero e di espressione.