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IRAN

Perché l'Ue ha inserito i pasdaran nella lista nera dei terroristi

L'Ue ha inserito la Guardia Rivoluzionaria iraniana nella lista nera delle organizzazioni terroriste. Mossa che era nell'aria dal 2023: la repressione interna all'Iran ha convinto anche i più recalcitranti. E i venti di guerra nel Golfo hanno spinto la decisione.

Esteri 31_01_2026
Guardia Rivoluzionaria (AP)

«Se ti comporti come un terrorista, devi essere trattato come un terrorista», con questa frase lapalissiana, Kaja Kallas, Alta rappresentante della politica estera dell’Ue, ha annunciato l’inserimento della Guardia Rivoluzionaria iraniana nella lista nera delle organizzazioni terroriste. «Saranno trattati al pari di al-Qaeda, Hamas e Daesh», ha aggiunto la Kallas per far comprendere meglio il concetto.

Le Guardie Rivoluzionarie, in persiano dette “pasdaran” (guardiani), nate nel 1979 per proteggere il nascente regime di Khomeini, si sono trasformate ben presto in una vera potenza transnazionale. Rispondono direttamente alla Guida Suprema, l’ayatollah Alì Khamenei, saltando la regolare catena di comando delle forze armate. Da loro dipende il programma nucleare segreto dell’Iran. E la loro struttura estremamente ramificata si estende a tutto il Medio Oriente allargato. Tramite le sue Forze Qods, la Guardia mantiene un contatto assiduo con Hezbollah in Libano, con le milizie sciite in Iraq, con gli Houthi nello Yemen e fino al 2024 costituiva la spina dorsale delle forze lealiste di Assad in Siria.

Gli Stati Uniti avevano designato la Guardia Rivoluzionaria come organizzazione terroristica straniera nel 2019, durante la prima amministrazione Trump. Da allora gli Usa avevano fatto pressione sull’Ue perché facesse altrettanto. Bruxelles ha sempre resistito alle pressioni americane per cercare di mantenere in vita il Jcpoa, l’accordo di Vienna siglato dagli europei e dagli Usa del presidente Obama per regolamentare il programma nucleare iraniano, nel tentativo di limitare il suo sviluppo all’uso civile. Gli Usa erano già usciti dall’accordo nel 2018, non credendo nella buona fede del regime di Teheran.

Il 19 gennaio 2023, quando anche l’amministrazione Biden stava rinunciando a far resuscitare il Jcpoa, il Parlamento europeo aveva approvato una risoluzione che chiedeva l'inserimento della Guardia Rivoluzionaria nella lista dei terroristi dell'Ue in risposta alla dura repressione della protesta scoppiata al seguito dell’uccisione di Mahsa Amini (una ragazza di etnia curda assassinata dalla polizia religiosa perché non portava il velo islamico in modo appropriato).

L’Iran è stato esplicitamente indicato dalle agenzie di intelligence di diversi paesi occidentali, come la Sapo in Svezia e l’MI5 del Regno Unito, come attivamente impegnato nella pianificazione o nel tentativo di attività terroristiche rivolte contro i paesi occidentali e i loro cittadini. Tra queste vi sono piani sventati in territorio Ue, in cui i pasdaran erano quantomeno coinvolti, compreso quello del 2021 per assassinare il presidente del Consiglio centrale degli ebrei in Germania, Josef Schuster. L’attività dei servizi iraniani in Europa si è ulteriormente intensificata nel 2023, dopo l’inizio della guerra a Gaza.

La Guerra dei 12 Giorni fra Israele e Iran ha fatto svanire ogni speranza di rinascita del Jcpoa, l’Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica) ha confermato la ripresa del programma nucleare di Teheran in violazione agli accordi. Pochi mesi dopo è scoppiata la ribellione interna all’Iran, a cui il regime ha risposto con brutale violenza, sia usando le forze delle Guardie Rivoluzionarie e dei paramilitari Basij, sia importando milizie sciite (a loro volta formate dalle Guardie Rivoluzionarie) dall’Iraq e dall’Afghanistan. La repressione è stato l’evento determinante

Mercoledì 28 gennaio, la Francia ha ritirato la sua opposizione all'inserimento nella lista delle organizzazioni terroristiche. «L'incrollabile coraggio degli iraniani, che sono stati oggetto di questa violenza, non può essere vano. Per questo motivo oggi adotteremo sanzioni europee contro i responsabili», ha dichiarato giovedì ai giornalisti il ​​ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot. Anche il governo Meloni in Italia e il governo Sanchez in Spagna hanno rotto ogni indugio. La decisione di inserire la Guardia Rivoluzionaria nella lista nera è stata unanime.

Le conseguenze potrebbero essere di vasta portata. Si criminalizzerebbe l'appartenenza e il sostegno al gruppo, si limiterebbe l'accesso alle risorse e ai servizi finanziari, si rafforzerebbe la cooperazione di polizia e giudiziaria tra gli Stati membri dell'UE e si aumenterebbero i rischi per l'Iran, dimostrando una maggiore determinazione europea nei confronti delle attività terroristiche.

I venti di guerra nel Golfo contribuiscono sicuramente a spiegare questo cambio di rotta europeo. Trump ha mandato un vero e proprio ultimatum a Teheran: fermare il programma nucleare e quello missilistico, o pagare un prezzo salato. La flotta Usa nell’Oceano Indiano si è rafforzata con l’arrivo della task force della Uss Lincoln, le pedine parrebbero tutte in posizione per far partire un attacco, anche se per ora sono lì a scopo di deterrenza. Luce verde anche dal Regno Unito. Parlando ai giornalisti in Cina, il primo ministro Starmer ha affermato che è “estremamente importante” impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari e ha accusato il regime di trattare in modo “brutale” i manifestanti, entrambe argomentazioni che Trump ha espresso mentre valutava pubblicamente un attacco. Ecco, la decisione dell’Ue di inserire i pasdaran nella propria lista nera dei terroristi, si inserisce in questo crescendo di tensione, per aumentare la pressione sul regime. Ma quest’ultimo si piegherà, o si arriverà a una nuova guerra?