Per il rettore ci sono anche gli incinti
Per il rettore dell'Università della California anche gli uomini possono rimanere incinti. Una deputata gli ha chiesto: «Ma lei insegna biologia?».
«Formare attivisti, non medici: l'impatto della diversità, dell'equità e dell'inclusione sulle facoltà di medicina». Questo il titolo dell’audizione che si è svolta il 14 luglio scorso presso la Commissione per l'Istruzione e il Lavoro del Congresso degli Stati Uniti.
Nella documento di sintesi pubblicato dalla Commissione possiamo leggere che il dottor Enrico Benedetti, decano presso la Facoltà di Medicina dell'Università dell'Illinois «ha dichiarato al deputato Bob Onder (repubblicano del Missouri) che l'università non offre più interventi chirurgici di cambio di sesso per i minori da quando il presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo. Ciò solleva la questione di cosa sarebbe successo se il presidente non fosse intervenuto».
Poi la deputata repubblicana Mary Miller ha chiesto al rettore dell'Università della California-San Francisco (UCSF), il dottor Sam Hawgood, perché nelle linee guida della sua facoltà si usa l’espressione "persone incinte" anziché "donne incinte". Un nota bene: il vocabolario LGBT impone di usare “persone incinte” così da ricomprendere anche quelle donne che si sentono uomini ma nonostante questo rimangono incinte. Il rettore si è giustificato dicendo che questa espressione abbraccia un maggior numero di pazienti ed ha aggiunto: «Naturalmente, la stragrande maggioranza delle gravidanze riguarda donne, e non ho assolutamente alcun problema a usare l'espressione 'donne incinte'. La uso anch'io». Da evidenziare quel “la stragrande maggioranza delle gravidanze riguarda donne”: ciò a voler dire che una minima parte, secondo il rettore, riguarda uomini. Quindi un uomo, secondo lui, può rimanere incinto.
Ed infatti la deputata gli ha chiesto in modo retorico: «Ma lei insegna biologia?». Ed ha aggiunto: «Una donna non biologicamente tale ha mai avuto un bambino?». E il rettore: «Una persona transgender può». Affermazione che la Miller ha definito «ridicola».

