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L'INTERVISTA/ TEO BABUN

Nel Nicaragua di Ortega, i cattolici non sono mai al sicuro

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Per la Giornata Internazionale di Commemorazione delle vittime degli atti di violenza su base religiosa o di credo, intervista a Teo Babun, presidente della Ong OAA, sulla sistematica persecuzione dei cattolici in Nicaragua, un caso grave e senza uguali nel continente americano

Libertà religiosa 23_08_2023 Español
Nicaragua, oppositore con le foto dei sacerdoti arrestati

Martedì 22 agosto, per decisione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite (Onu), si è celebrata - per il quarto anno - la “Giornata Internazionale di Commemorazione delle vittime degli atti di violenza su base religiosa o di credo”. Una data propizia per ricordare la grave situazione della Chiesa Cattolica in Nicaragua, poiché proprio negli ultimi quattro anni la dittatura Ortega-Murillo si è accanita contro la comunità cattolica nicaraguense. Inoltre lo scorso 4 agosto si è compiuto un anno dalla cattura violenta del vescovo monsignor Rolando Álvarez, ancora in carcere nonostante i tentativi di negoziati falliti da parte di papa Francesco, che si è avvalso anche della mediazione del dittatore Miguel Díaz-Canel e di Lula Da Silva, membri del Foro di San Paolo, di cui fa parte Daniel Ortega.

“Dall'arresto di monsignor Rolando Álvarez nell'agosto 2022 e dopo il suo processo e la condanna nel febbraio di quest'anno, l'aumento della repressione della dittatura di Daniel Ortega è stato sistematico in tutto il Paese e in generale”, ha denunciato Teo A. Babun, presidente della Ong Outreach Aid to the Americas (OAA), in una conversazione esclusiva con la Bussola. Teo Babun ha avvertito che la dittatura Ortega-Murillo utilizza l'apparato statale “per reprimere e imprigionare cittadini, leader religiosi, imprenditori e attivisti politici in un atto di persecuzione senza precedenti in America Latina, soprattutto contro la Chiesa cattolica”. Outreach Aid to the Americas è un'organizzazione basata sulla fede, senza scopo di lucro, e uno dei suoi assi centrali è la difesa della libertà di religione e di credo. Inoltre, si dedica ad aiutare le comunità vulnerabili nelle Americhe attraverso assistenza umanitaria, programmi di sviluppo e difesa dei diritti umani. Di conseguenza, l'OAA monitora costantemente la situazione della libertà religiosa in Nicaragua.

La dittatura di Daniel Ortega perseguita solo la Chiesa cattolica?
No. Non esiste cittadino, forma di espressione organizzata, istituzione educativa, sia cattolica che sociale, o gruppo di opposizione politica che sia al sicuro dalle grinfie malevole della dittatura.

Quali sono le azioni più frequenti?
Le caratteristiche di questa persecuzione e repressione sono stati la reclusione, processi e condanne, la confisca di beni e immobili, deportazioni ed espulsioni, divieti di ingresso nel Paese e privazione della cittadinanza. L'unico paese della regione le cui pratiche repressive si avvicinano a quelle di Ortega è Cuba sotto la dittatura comunista, che perseguita anche i religiosi.

La scorsa settimana, infatti, il regime ha chiuso e confiscato l’Università Centroamericana (UCA) di Nicaragua, fondata nel 1960 dalla Compagnia di Gesù, dopo che la Decima Corte Penale di Managua ha emesso un’ordinanza in cui accusava l’UCA di essere “un centro di terrorismo che organizza gruppi criminali”. In altre parole, l'università dei Gesuiti, l'Ordine del Papa, è stata accusata di promuovere il terrorismo...
Sì. È l'ultimo sfrontato attacco alla Chiesa cattolica del Paese. Questa azione ha lasciato circa 5mila studenti e laureati in un limbo, incerti sul loro futuro professionale e personale. E, la settimana prima, il regime aveva crudelmente proibito a tre preti cattolici – Eladio Sánchez, William Mora e Tomas Zamora Calderón – di rientrare nel Paese al loro ritorno dal Portogallo, dopo aver partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù.

Inoltre, la Commissione interamericana per i diritti umani (Cidh) e l'Ufficio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani per l'America centrale e i Caraibi anglofoni (Ohchr) hanno chiesto al governo del Nicaragua il rilascio immediato di monsignor Rolando Álvarez e di tutte le altre persone arbitrariamente private della loro libertà nel Paese. Come vede la sua situazione?
Alvarez si è già rifiutato due volte di essere rilasciato in cambio dell’esilio dal suo Paese. Sebbene il trattamento che il regime di Ortega riserva a monsignor Álvarez sia totalmente deplorevole, il vescovo, grazie alla sua fermezza e alla sfida nei confronti dei suoi aguzzini, è diventato una fonte di speranza e di ispirazione per i cattolici e per gli altri fedeli ovunque siano perseguitati a causa della loro fede.



persecuzione religiosa

Nicaragua: Ortega vuole sbarazzarsi del vescovo Álvarez

Álvaro Leiva Sánchez, segretario esecutivo dell'Associazione nicaraguense per i diritti umani, dall'esilio punta il dito contro il regime che perseguita il clero perché ha paura della fede del popolo. 

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Lula, mediatore non credibile per la libertà in Nicaragua

23_06_2023 Luca Volontè

Lula avrebbe ricevuto dal Papa (così dice) l'incarico di mediare con Daniel Ortega, presidente-dittatore del Nicaragua, per la liberazione del vescovo Alvarez e degli altri sacerdoti perseguitati. Ma Lula non è un mediatore credibile. Finora ha sostenuto la dittatura e lui stesso ha metodi autoritari.

COMUNISMO LATINO

Nicaragua, una persecuzione sistematica dei cattolici

Ulteriore deterioramento della situazione dei diritti umani nel Nicaragua di Daniel Ortega: nel solo mese di maggio ci sono 181 casi di abuso contro gli oppositori politici. La Chiesa è palesemente nel mirino, con arresti di sacerdoti e laici e sequestri arbitrari dei suoi beni. 

ATTACCO ALLA CHIESA

Nicaragua, il martirio del vescovo Álvarez nelle carceri di Ortega

09_06_2023 Gianfranco Amato

Per non aver voluto abbandonare il suo popolo e piegare il capo davanti al dittatore Ortega, da quattro mesi il vescovo di Matagalpa è detenuto in un carcere di massima sicurezza, sottoposto a un trattamento disumano. Nel silenzio internazionale.

- UNA PERSECUZIONE SISTEMATICA DEI CATTOLICI di Marinellys Tremamunno

COMUNISMO LATINO

Nicaragua, Chiesa sotto attacco. Non è un caso unico

10_03_2023 Luca Volontè

In Nicaragua cresce la persecuzione contro la Chiesa. Prima vietano la Via Crucis, poi chiudono le università cattoliche, infine sciolgono la Caritas. Con una scusa o con l'altra il regime di Ortega sta sopprimendo la libertà di religione. Preoccupazione per il vescovo Alvarez, in carcere da febbraio. Il Nicaragua è solo la punta dell'iceberg.

dittatura

Nicaragua: Chiesa perseguitata, ma Roma tace

17_01_2023 Luca Volontè

Continua l'escalation del regime di Daniel Ortega e di sua moglie, che si accanisce soprattutto contro sacerdoti, vescovi e fedeli cattolici. Il vescovo di Matagalpa è in carcere in attesa di processo, altri sono stati costretti all'esilio. In molti auspicano una reazione forte dalla Santa Sede, che continua a farsi attendere.

CRISTIANI PERSEGUITATI

Papa e Nicaragua, dove stanno le radici del problema

22_08_2022 Riccardo Cascioli

Le parole pronunciate ieri dal Papa all'Angelus sulla situazione in Nicaragua, le prime in 4 anni di persecuzioni, sono gravemente inadeguate e coerenti con l'atteggiamento tenuto verso tutti i regimi comunisti, non solo latinoamericani. Ma il vero problema è piegare la presenza e l'intervento della Chiesa a logiche politiche. 

L'APPELLO

Nicaragua, ex capi di Stato chiedono al Papa una posizione

Mentre il dittatore Ortega intensifica le vessazioni contro la Chiesa cattolica in Nicaragua (domenica è stato arrestato un altro sacerdote), 26 ex capi di Stato e di Governo del forum internazionale non governativo IDEA lanciano un appello a papa Francesco chiedendo «una ferma posizione di difesa del popolo nicaraguense e della sua libertà religiosa». Tra i firmatari anche Aznar (Spagna), Macri (Argentina), Piñera e Frei (Cile), Calderon (Messico)  e Chinchilla (Costa Rica). «La dittatura Ortega-Murillo vuole distruggere le radici culturali e spirituali del popolo nicaraguense per lasciarlo nell'anonimato e renderlo facile preda del dominio». 
Aggiornamento: la Polizia sequestra il vescovo Álvarez

INTERVISTA / CHAMORRO

“Nicaragua, mons. Álvarez rischia la vita. Il Papa parli”

Trascorsi 7 giorni dal sequestro di Álvarez e altre 11 persone. Il vescovo di Matagalpa, tra le voci più critiche del regime di Ortega, rischia “che un fanatico lo uccida”. In generale “in Nicaragua i sacerdoti sono in pericolo”. La Bussola intervista Emiliano Chamorro, giornalista in esilio negli Usa, che chiede a papa Francesco di rompere il silenzio.