Moratoria sull'utero in affitto
Italia, Cile, Santa Sede e Camerun hanno sottoscritto una dichiarazione volta a chiedere a tutti gli stati una moratoria sulla pratica dell’utero in affitto,
Il 22 giugno scorso a margine del 62ª sessione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, i governi di Italia e Cile, supportati dalla Santa Sede e dal Camerun, hanno lanciato una iniziativa volta a chiedere a tutti gli stati una moratoria sulla pratica dell’utero in affitto, pratica a cui fanno ricorso anche molte coppie gay maschili. La moratoria è passo intermedio per arrivare all’abolizione universale della maternità surrogata.
L’organizzazione Alliance Defending Freedom International ha moderato l’incontro in cui si presentava questa dichiarazione. Sul suo sito così commenta il progetto: «La dichiarazione mette in luce le gravi violazioni e gli abusi dei diritti umani inerenti alla maternità surrogata, evidenziando in particolare la mercificazione della vita umana e delle capacità riproduttive delle donne, nonché il danno ai diritti dei bambini causato dalla loro deliberata separazione dalle donne che li hanno portati in grembo e partoriti.
I firmatari della dichiarazione avvertono che le donne e le ragazze coinvolte in accordi di maternità surrogata affrontano danni di vasta portata, tra cui gravi rischi medici, coercizione, sfruttamento e perdita di autonomia – rischi che ricadono in modo sproporzionato su donne e bambini vulnerabili con accesso limitato a rimedi efficaci.
La dichiarazione solleva inoltre urgenti preoccupazioni circa l'impatto della maternità surrogata sullo sviluppo precoce e sulla salute e il benessere a lungo termine dei bambini nati attraverso questa pratica. Vengono evidenziati i potenziali impatti psicologici, emotivi e identitari, nonché le complesse problematiche legali relative alla genitorialità, alla nazionalità e alla tutela giuridica, e i rischi di abbandono, tratta e sfruttamento».
Intervenendo all'evento, Eugenia Roccella, Ministro italiano per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, ha dichiarato:
«La maternità surrogata non è più una questione circoscritta alla legislazione nazionale o alle scelte individuali. È diventata un fenomeno globale, sempre più influenzato dai mercati internazionali, dagli accordi transfrontalieri e dalle profonde disuguaglianze all'interno e tra le società. In quanto responsabili politici, abbiamo la responsabilità di porci una domanda fondamentale: riconosciamo ancora ogni essere umano come una persona da rispettare, o siamo disposti ad accettare situazioni in cui gli esseri umani possono diventare un mezzo per soddisfare gli interessi e i desideri altrui?».

