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Lo scandalo

Germania, utero in affitto in casa CDU: Jens Spahn si dimette

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Il politico tedesco si è dimesso dalla carica di capogruppo della coalizione CDU-CSU al Bundestag, dopo aver fatto ricorso a una madre surrogata per avere un figlio. Un caso emblematico, che mostra come la credibilità dei cristiani-democratici sia ai minimi termini. E AfD vola nei sondaggi.

Esteri 21_07_2026
Spahn con Merz al Bundestag nel 2025 (ImagoEconomica)

In Germania tiene banco il caso del cristiano-democratico Jens Spahn, che lo scorso 18 luglio si è dimesso dalla carica di capogruppo della coalizione democristiana CDU-CSU al Bundestag, dopo aver fatto ricorso a una madre surrogata per avere un figlio. Un caso che è emblematico di come la coerenza politica dei cristiani-democratici (non solo) tedeschi e la loro credibilità pubblica stia giungendo al capolinea.

Spahn si trovava ad affrontare da una decina di giorni le richieste di dimissioni e accuse di ipocrisia dopo aver rivelato di avere un figlio con il “marito” Daniel Funke e, con una baldanza che sfiorava il ridicolo, di aver utilizzato una madre surrogata residente negli Stati Uniti, nonostante in precedenza avesse sostenuto il rigoroso divieto tedesco in materia. «Georg è la nostra gioia più grande. È una sensazione quasi impossibile da descrivere a parole», aveva dichiarato al quotidiano scandalistico Bild. Successivamente, suo marito ha pubblicato su Instagram una foto della “coppia” in cui Spahn spinge una carrozzina, accompagnata dalla didascalia «We Are Family». Nel 2020, quando Spahn era ministro della Salute, respinse una richiesta del Partito liberale democratico (FDP) volta ad allentare il divieto di maternità surrogata in Germania.

Ai sensi della legge del 1990 sulla tutela degli embrioni, la maternità surrogata in Germania è punibile con tre anni di reclusione o con una multa; per questo motivo Spahn e il suo compagno hanno cercato una madre surrogata negli Stati Uniti. Venerdì scorso, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha affermato che la situazione giuridica in Germania è chiara e che non intravede alcun cambiamento né nella legge né nella posizione della CDU al riguardo. Lo scorso febbraio, il congresso della CDU aveva ribadito il proprio sostegno al divieto di questa pratica sul territorio tedesco, al fine di impedire l’emergere di «modelli commerciali o neutri che trasformino la maternità surrogata in un modello di business». Ebbene, sabato 19 luglio, Spahn ha rilasciato una dichiarazione molto chiara su come la pensi oggi sulla maternità surrogata e l'eccezionalità della sua scelta contra-legem: «Ho capito che la mia felicità personale, costruire una famiglia con mio marito e diventare padre, non è compatibile con il mio incarico politico» di capogruppo, nonostante il fatto di crescere figli nati all'estero tramite maternità surrogata non sia illegale per i cittadini tedeschi.

La vicenda è scoppiata in un momento delicato per i cristiani-conservatori al governo, che a settembre dovranno affrontare difficili elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, Berlino e Meclemburgo-Pomerania Anteriore. In Sassonia-Anhalt il partito di destra Alternativa per la Germania (AfD) spera di conquistare la sua prima presidenza regionale. L’Afd arriva alla soglia del 40-42% nei sondaggi in Sassonia-Anhalt. A livello nazionale, secondo l'ultimo sondaggio YouGov, l'alleanza conservatrice CDU/CSU del cancelliere Merz scende al 20%, mentre il consenso per l'AfD sale al 29%. La crescita di AfD nei consensi è frutto del linguaggio chiaro e delle soluzioni spicciole e comprensibili proposte da questo partito, ma anche dell’ipocrisia dei cristiani-democratici tedeschi. Purtroppo, Spahn non è stato il primo esponente di spicco dei cristiani-democratici a finire sotto i riflettori per incoerenza sul divieto della maternità surrogata: già lo scorso aprile il collega deputato Hendrik Streeck e suo “marito” avevano annunciato la nascita di un figlio ottenuto con lo stesso metodo: il brutale sfruttamento materno che porta alla condanna del bimbo ad essere orfano di madre.

Il cancelliere Merz, leader della CDU, ha accolto le dimissioni come una scelta corretta e inevitabile, affermando che la «credibilità è il bene più prezioso in politica». Lunedì 20 luglio lo stesso cancelliere ha affermato che la Germania sta attraversando una «crisi di fiducia nella democrazia» e potrebbe anche prendere l’occasione di quest'ultimo scandalo per procedere a un rimpasto del suo gabinetto nel tentativo anche di stabilizzare il partito e rilanciare l’azione dell’esecutivo. I cristiani-democratici sono chiamati a recuperare quella credibilità che stanno via via perdendo, in conseguenza dell’erosione progressiva dei principi cristiani e conservatori dei propri padri fondatori e leader storici, da Konrad Adenauer a Helmut Kohl.